Nella rubrica
“L'opinione dei lettori” pubblichiamo, in un apposito spazio, i contributi del lettore,
se lo stesso è d’accordo, firmati o non firmati e se sono da noi ritenuti di interesse generale.
I contributi possono anche ricevere la risposta del direttore Maurizio Blondet.
Ricordiamo che, dato l'alto numero di lettere che ci giungono, l'attesa per la pubblicazione puo' essere anche di qualche giorno.
15/02/2008
11.30
Antiberlusconismo ossessivo
Morale del lungo discorso: Votate Berlusconi che è una persona perbene se paragonata a Prodi.
Attenzione però che anche gli autoelettisi strateghi politici sbagliano quasi sempre come gli economisti.
Piero D.
Ho detto esattamente il contrario di quel che ha capito lei.
Non c’è peggior prodiano di chi non vuol sentire...
Maurizio Blondet
15/02/2008
10.15
“Magdalene” di Peter Mullan
Buongiorno,
volevo segnalare un libro uscito a novembre scorso:
“Kathy’s Real Story: A Culture of False Allegations Exposed” di Hermann Kelly, editore Prefect Press.
Si tratta di un libro-inchiesta su Kathy O’Beirne, dal cui libro “Kathy’s Story” Peter Mullan trasse il film “Magdalene”, Leone d’Oro a Venezia nel 2002.
L’autore, giornalista irlandese, è andato ad intervistare la O’Beirne, i suoi famigliari, compagne di riformatorio e altre persone, scoprendo che sì, Kathy se l’è passata male in riformatorio, MA NON ERA IN UN ISTITUTO DI SUORE!
Ovvio il motivo per il quale abbia mentito su questo punto: sapeva che così avrebbe venduto molte più copie del libro.
Mi piacerebbe sapere se altrimenti Mullan avrebbe comunque girato un film sulla vicenda.
E chissà se avrebbe vinto il Leone d’Oro.
Sicuramente sì: hanno premiato le qualità artistiche del film, non certo il fatto che sputava veleno sulla Chiesa cattolica, giusto?
Cordiali saluti
Giulio De V.
15/02/2008
09.00
Radiazioni
Mi permetto di segnalarle questo sito troglodita.
http://aipri.blogspot.com
Paolo S.
Strano, per i telefonini nessun allarme...
Maurizio Blondet
14/02/2008
20.00
Ipotesi di scenario
Egregio direttore,
mi sono permesso di scrivere queste due riflessioni, un po’ come un riassunto delle puntate precedenti.
Ovviamente la storia potrebbe anche avere un lieto fine: dipenderà da noi.
Grazie per la sua attnzione e cari saluti.
A. Cecchi
Anno 2010: è lunedì.
Le banche hanno deciso di tenere chiusi gli sportelli.
Dopo le consultazioni a porte chiuse del fine settimana da parte dei principali organi direttivi delle banche a carattere internazionale e dei ministeri del Tesoro dei Paesi industrializzati, è stato dato ordine di non aprire gli sportelli.
I dipendenti sono all’oscuro di tutto.
Solo un’email gli ha avvisati che a causa di non ben determinate anomalie, gli sportelli sarebbero dovuti restare chiusi, fino a nuove istruzioni.
I dipendenti erano comunque tenuti a presentarsi al lavoro regolarmente.
Una volta in ufficio essi compiono i gesti abitudinari e si parlano sbigottiti.
Le recenti crisi finanziarie hanno stravolto il mercato del credito ed ogni giorno si leggono sui quotidiani notizie di immani crack e di dissesti economici dilaganti.
Gli impiegati parlano fra di loro e cresce il sospetto e la paura che anche banca per cui lavorano sia coinvolta nella grave crisi di solvibilità che attanaglia l’economia mondiale intera.
Molti hanno già perso il lavoro e alcuni sportelli sono stati chiusi o ceduti ad altre banche.
“Razionalizzazione delle risorse” , lo chiamavano, oppure “ridimensionamento fisiologico”.
C’era sempre qualche termine astratto per non dire la parola impronunciabile: “bancarotta”.
Tutto iniziò pochi anni prima: erano anni di grande prosperità.
C’erano molti soldi in giro.
Le aziende e le industrie prosperavano con abbondante credito e forti consumi incentivati da una politica di credito molto lassista.
I bassi tassi d’interesse avevano inondato i mercati di liquidità e molte persone avevano contratto mutui per acquistare case e beni immobili.
Molte di queste persone risultarono poi non essere in grado di restituire il capitale.
Tutti si erano indebitati e la massa monetaria in circolazione aveva raggiunto proporzioni mai viste prima.
Molti si erano indebitati anche per comprare azioni e speculare sui sempre crescenti valori dei listini di borsa.
Su questa enorme mole di debiti, spesso contratti da debitori insolventi, erano stati emessi altri prodotti finanziari detti derivati.
La totalità di tutta questa economia fittizia aveva superato di molto il PIL reale dell’intero pianeta.
Nonostante ciò, nessuno immaginava la portata della crisi che minava il sistema intero.
Come un vulcano in quiescenza, la deflagrazione avvenne all’improvviso, però, varie misure messe in pratica dalle autorità monetarie e dai governi riuscirono all’inizio a rimandare il collasso globale e dilazionarlo con varie serie di contraccolpi, nell’intenzione di non creare il panico e di cercare una strategia comune per gestire la crisi.
Adesso alcune banche erano già fallite, altre erano sull’orlo di farlo.
A metà mattina circa si era creata una grossa fila al di fuori dello sportello e i dipendenti erano presi da un grosso senso di inquietudine.
La gente urlava e avrebbe potuto far irruzione in qualsiasi momento.
Il direttore della filiale era al telefono con la direzione centrale. “Avrete presto istruzioni” dicevano al di là del filo.
Ad un certo punto venne comunicato che tutti i bancomat e tutte le carte di credito sarebbero state bloccate centralmente, per limitare le uscite di contante dai depositi della banca.
Così fu per l’ammontare complessivo dei depositi e dei dossier dei titoli e per tutte le transazioni di pagamento elettronico.
Coloro che presentavano una posizione debitoria avrebbero presto ricevuto una intimazione al rientro.
Le borse titoli e le borse merci vennero chiuse e tutte le contrattazioni sospese fino a data da definirsi.
Era il blocco totale del credito.
Seguirono giorni di grandi disordini pubblici.
Dilagava l’incertezza e chi poteva si accaparrava di beni alimentari con la forza saccheggiando negozi e centri commerciali.
I magazzini vennero chiusi e pattugliati dall’esercito.
Le aziende smisero di produrre e milioni di persone si trovarono di colpo senza un lavoro.
I governi cercavano di mantenere l’ordine pubblico con la forza.
Di fatto comandavano i militari.
C’era l’ordine di sparare a vista su chiunque fosse ritenuto una minaccia.
Il cibo e l’acqua potabile venivano razionati secondo criteri di distribuzione di tipo sovietico.
L’unico sistema per nutrirsi divenne presto quello di sottoporsi alle enormi file in attesa del pasto.
Chi poteva aveva iniziato o ripreso rudimentali pratiche agricole e di allevamento.
Nelle campagne la gente stava comunque meglio che nelle città.
La moneta era assente.
Le banche restarono chiuse a lungo.
La gente aveva cominciato a capire che per sopravvivere era necessario unirsi.
Senza benzina per alimentare i trattori, ci volevano almeno trenta persone per arare un campo con la zappa.
A fine serata, dopo il duro lavoro si mangiava tutti insieme e, nonostante tutto si era felici.
Vennero riscoperti i valori umani quali carità, fraternità,solidarietà e amicizia.
Scoppiarono comunque varie guerre e molti giovani furono coscritti per combattere.
Le guerre e gli stenti ridussero di molto la popolazione mondiale.
Poi, si annunciò la fine della crisi.
Era stata creata una nuova moneta unica per tutto il mondo occidentale che era oramai unito dal fallimento complessivo della sua economia.
Le principali banche ed aziende mondiali si erano fuse in immense corporazioni dotate di milizie proprie e di un potere enorme.
La nuova moneta venne chiamata Eurodollaro.
Tutto sembrò tornare lentamente alla normalità.
C’era un grande entusiasmo e le fabbriche vennero nuovamente aperte.
La macchina produttiva, foraggiata da nuovo credito iniziò muoversi.
Tutti erano comunque molto più poveri e il controllo sugli individui era totale ed indiscriminato.
A tutti parve una cosa normale e legittima.
Era giusto controllare tutto e tutti per garantire la sicurezza!
Qualcuno trovò in casa un vecchio libro: 1984 di George Orwell.
Le vicissitudini di Winston Smith avevano molte analogie sul nuovo sistema politica e istituzionale che era stato istaurato dopo la grande crisi.
Il nuovo ordine mondiale era definitivamente stabilito.
C’è chi ha elaborato il suo tipo di scenario:
1998: “… The transition to a single currency for the entire world could come with a speed that might surprise many. The world might easily move from having almost 200 currencies today to having one within a decade, and twenty-five years from now, historians would wonder why it took so long to eliminate the Babel of currencies which existed in the twentieth century”.
- Bryan Taylor, Chief Economist at Global Financial Data.
2001: “When VISA was founded twenty-five years ago, the founders saw the world as needing a Single Global Currency for exchange. Everything we’ve done from a global perspective has been about trying to put one piece in place after another to fulfill that global vision”
- Sarah Perry, Director of VISA’s Strategic Investment Program.
2004: “… if the global market economy is to thrive over the decades ahead, a global currency seems the logical concomitant”.
- Martin Wolf, chief economics commentator for the Financial Times, former senior economist at the World Bank.
In 2007, the Council on Foreign Relations propelled the idea of a planet-wide currency restructuring by publishing an article in its journal, Foreign Affairs, titled “The End of National Currency”. [Note: on the cover of this Foreign Affairs issue, the article is titled “One World, Too Many Monies”]
Benn Steil, the Director of International Economics at the CFR, wrote that national money systems should be abandoned, “Since economic development outside the process of globalization is no longer possible…” Stated even more succinctly, “Monetary nationalism is simply incompatible with globalization” And, “In order to globalize safely, countries should abandon monetary nationalism and abolish unwanted currencies…”.
This is quite the leap.
To Steil’s credit, he pinpoints the potential chink in the world economy that could lead us towards a new financial arrangement: the weakening state of the US dollar at the global level.
Over the decades, the US dollar has become the unquestionable global currency, with nations around the world required to hold American greenbacks in order to buy and sell in various international markets, especially in relationship to petroleum. Steil writes,
“…the dollar’s privileged status as today’s global money is not heaven-bestowed. The dollar is ultimately just another money supported only by faith that others will willingly accept it in the future in return for the same sort of valuable things it bought in the past. This puts a great burden on the institutions of the institutions of the U.S. government to validate that faith. And those institutions, unfortunately, are failing to shoulder that burden. Reckless U.S. fiscal policy is undermining the dollar’s position even as the currency’s role as a global money is expanding”.
Recognizing the possible dollar-value scenario, Steil points to the growing concern over China and other “dollar-rich central banks”.
Keep in mind, China alone holds over a trillion dollars in reserves, and rumblings from the East over liquidating US dollars have started to cause a stir.
Even though Steil doesn’t ask the question, it becomes painfully obvious: What happens if China and other nations “fear the unbearable lightness of their holdings”?
What becomes of the world economy if the US dollar is rapidly dumped by central banks?
All of this underscores a strategic reality that can be summed up in three words: Crisis equals opportunity.
As banking mogul A.W. Clausen once said, “new comprehensive politico-economic systems across peoples almost always arise out of conquest or common crisis…”.
Robert Mundell, “the father of the euro”, and one of the world’s most respected economists, also views crisis as the starting point for change.
In a May, 2007 lecture, Mundell related, “International monetary reform usual becomes possible only in response to a felt need and the threat of a global crisis”.
This Nobel Prize winner also pointed his finger to the possible trigger event, saying that the “global crisis would have to involve the dollar”, and that a world currency should be viewed as
“a contingency” to a global dollar disaster.
With a similar crisis in mind, Benn Steil offers what appears to be an altruistic solution.
In order to avert the crisis, all that nations need to do is relinquish sovereignty before the problem become insurmountable: “Governments must let go of the fatal notion that nationhood requires them to make and control the money used in their territory. National currencies and global markets simply do not mix; together they make a deadly brew of currency crisis and geopolitical tension and create ready pretexts for damaging protectionism”.
(Carl Teichrib, “One worl, one money”, http://www.crossroad.to/articles2/forcing-change/08/one-money.htm)
Maurizio Blondet
14/02/2008
19.00
Crisi prossima ventura
Buongiorno dottor Blondet,
le avevo già scritto una volta chiedendole un parere, ma non mi ha risposto, in effetti la mia domanda era un po’ troppo generica.
Mi permetto di chiederle una cosa ulteriore: Lei da tempo segnala l’arrivo di una crisi economica gravissima, ed effettivamente non mancano conferme a quello che dice, ma le Borse continuano a salire e di grandi fallimenti non si parla, siamo ancora lontani secondo Lei o i grandi sistemi stanno correndo ai ripari?
La ringrazio, risponda come meglio crede anche tramite il sito dove può mettere la mia firma tranquillamente.
Grazie e saluti
Alberto B.
Le Borse continuano a salire perché la FED ha abbassato i tassi in misura inaudita: ciò rende meno conveniente investire in obbligazioni o bond, e più in azioni.
Di grandi fallimenti non si parla, ma enormi banche americane, come Citigroup e Merrill, sono alla frutta; la Société Generale sarà rilevata e assorbita, e Italease in Italia è azzerata.
Le banche non falliscono mai: non vengono fatte fallire.
I contraccolpi del disastro finanziario arrivano all’economia reale più lentamente, fra qualche mese.
Maurizio Blondet
14/02/2008
18.00
Votare o no?
Caro Blondet,
nell’ attuale situazione politica è secondo lei ancora un dovere per un cittadino ma soprattutto per un cattolico andare a votare o no.
Saluti e complimenti.
m. d. p.
Votare non è un dovere.
All’astensione però non viene dato un significato politico; meglio andare al seggio e annullare la scheda.
Quattro o cinque milioni di schede con il motto di Grillo possono diventare un segnale.
Maurizio Blondet
14/02/2008
17.00
Mastelloidi
Mi è arrivata via email, non so se può interessare...
Da far girare... Visto che a leggerla vi gireranno...
Un lettore
Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra lo nardo hanno due figli, Elio e Pellegrino.
Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri.
Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur.
L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34.
Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate.
Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
Dice ad esempio il primo:
“Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”.
A che serve allora - direte voi - un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro.
E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi.
Che farà?
Anzitutto l'editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma.
E così ha fatto.
Un contratto da 40.000 euro all’anno.
Sapete con chi?
Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito.
Ma è sempre lui, penserete!
Che c’entra?
Se è bravo!
Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.
Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente.
Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi.
Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte.
Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine.
Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli.
Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli.
Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato?
L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!
Quindi, tornando al giornale, a proposito delle destinazioni, dove andranno a fare il loro lavoro
i collaboratori de Il Campanile?
Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella
e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur.
Siamo nell’aprile del 2006.
Da allora - assicura l'editore - non ci sono più stati viaggi a carico del giornale.
Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si
avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris?
Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni
settimana, fino a togliergli l’inchiesta?
Bene, proprio lui!
Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141.000 euro per rappresentanza e 22.000 euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti.
Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di
Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.
Ma torniamo un attimo agli spostamenti.
La Porsche Cayenne (4.000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000 euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico.
Sapete dove?
Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza.
E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma.
Miracoli dell’ubiquità.
Sarà da raccontare anche la favola della compravendita della sede del giornale.
A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella.
Chi l’ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.
M.
Ecco, Sasinini e Farina sono comunque giornalisti migliori dei mastelloidi.
Maurizio Blondet
14/02/2008
16.00
Giornalisti
Egregio Direttore,
le scrivo per sapere alcune informazioni su Guglielmo Sasinini, perchè non riesco a trovarne nei giornali e in altri mezzi di informazione.
Lei è una persona ben informata e, soprattutto, non ha peli sulla lingua.
Non capisco perchè Feltri (che stimo) abbia arruolato nel suo giornale un gruppo di persone che ha avuto guai con la giustizia e, in particolare, con l’Ordine dei giornalisti.
Spero che lei mi sappia illuminare, dato che conosce i suoi polli.
Mi complimento per il blog, perchè fornisce un quadro dettagliato su persone e nazioni sistematicamente ignorate da media.
Saluti
Stefano C.
Sasinini è uno dei giornalisti che lavoravano per i servizi, come Renato Farina (agente Betulla).
Betulla dice di aver agito per patriottismo.
Feltri è patriottico.
Maurizio Blondet
14/02/2008
15.00
Notizie dalla Germania
Ieri sera alla TV tedesca il programma-inchiesta (molto seguito) di ZDF , "Frontal".
Il conduttore ha annunciato alcuni argomenti, due dei quali mi è sembrato il caso di riportarvi.
Medicinali in Europa
Sono ammessi anche quelli proibiti per la loro pericolosità in U.S.A. Es. ACOMPLIA pillola dimagrante in circolazione dal 2006 che crea depressione, insonnia, istinti suicidi. L'EMEA, organismo europeo per il controllo dei medicinali, pare non disponga di sistemi di controllo soddisfacenti! ma ha dato il via libera alla vendita sui mercati oltre a quello su citato, a tutta una serie di medicinali, inclusi quelli contro il cancro altrettanto pericolosi, prodotti da Merck, Pfizer, Glaxo per citarne solo alcuni.
Un esperto americano intervistato, ha ripetuto che questi medicinali "erano stati vivamente sconsigliati" da loro, insistendo sulla trasparenza di leggi appropriate e necessarie in ogni Stato.
Da documenti segreti di EMEA sui controlli interni, è emerso che sono state pagate tangenti da parte delle ditte farmaceutiche che falsificano i testi sui medicinali. Quindi tutto OK.
Pregate, pregate molto se volete sopravvivere.
Benzina Bio
L'aggiunta del 5% di etanolo alla benzina convenzionale crea problemi, in quanto la rende molto aggressiva per varie parti delle automobili. Quelle vecchie (anche quelle immatricolate nel 2005) e quelle nuove. Per le prime, le autorità pensano di risolvere rapidamente il problema obbligando i proprietari a scegliere tra la rottamazione o di usare "unicamente" la benzina a 98 ottani, carissima e adatta alle fuoriserie.
Per le seconde invece le cose non sono così semplici, in quanto le case costruttrici europee hanno dichiarato che le loro vetture anche recenti non dispongono della tecnologia adatta: RENAULT parla di almeno 1.500.000 macchine, VW ha rincarato la dose ammettendo che nessun costruttore può allo stato attuale dare notizie sulle conseguenze dell'uso della benzina-bio, e loro non concepiscono alcun adattamento, inoltre ci vorrebbero milioni di test che nessuno farà. Il ministro di riferimento intervistato, ha commentato così: "E' un grosso problema". Nient'altro.
In Italia non so cosa succederà (poichè si tratta di una direttiva europea contro il surriscaldamento globale).
Io sono stata campionessa di bicicletta, non so voi.
In Germania la premiata ditta UNICEF è stata travolta da uno scandalo che le ha causato la perdita di almeno 50.000 donatori e dell'immagine.
La causa: consulenti esterni (chissà se anche là c'è "Nomisma"?) pagati sui 250.000? e passa.
L'immagine comunque l'avevano già svaccata con la loro adesione firmata, al progetto di livello mondiale in favore dell'aborto!!! Essendo uno dei tanti figli bastardi dell'ONU, a sua volta bastardissimo organismo massone, la cosa non meraviglia.
Cordialmente
donnablanca
14/02/2008
15.00
Lettera a Copertino
A Luigi Copertino mi limito a rispondere che non si tratta di volere o di non volere l’abrogazione del Vaticano II ma molto più semplicemente di essere coerenti nell’atto di fede.
Se lui riesce a comporre nella sua coscienza la fedeltà al “Syllabus” e quella alla “Dignitatis Humanae” posso anche ammirarlo, perché riesce in una quadratura del cerchio che a me, comune mortale dotato di comunissime risorse intellettuali, non riesce.
A me, non fine intellettuale ma fedele ruspante alla Giuliotti (spero), sembra molto schiettamente che dicano uno il contrario dell’altra.
Quindi metafisicamente mi è impossibile prestare il mio assenso all’una e all’altra.
Nelle mie preghiere c’è spazio anche per Ratzinger, certo, ma molto più per quei preti e vescovi e fedeli intrepidi che da oltre quarant’anni devono reggere il vessillo della fede senza alcun aiuto, anzi contro l’opposizione spietata dei vertici vaticani di cui Joseph Ratzinger, che ora ci dipingono come un marziano calato dal cielo per rimettere le cose a posto, fa parte da oltre trent’anni.
Per quanto riguarda la definizione di “cattofondamentalista” o di “cattotalebano” mi lascia indifferente: l’importante è andare in paradiso e lì conterà solo il giudizio di Dio, che raramente coincide con quello degli uomini.
Dio ci scampi e liberi però dai gentiluomini del “quid nimis”, “che il giusto mezzo lo pongono esattamente dove si trovano loro”.
Non posso infine non notare che Copertino, che conosco e apprezzo da anni (anche se a Teramo non mi piacque il suo agnosticismo sulla vulgata olocaustica), si spinge molto più in là di Savino sulla via gnostica.
Anzi Savino nel suo ultimo articolo nega recisamente (con Ratzinger) che da un male possa derivare un bene.
Copertino invece, forse sulla scia dell’ultimo Wojtyla, quello delle affermazioni sul comunismo,
lo afferma a chiare lettere.
E ciò apre inquietanti scenari.
Franco Damiani
14/02/2008
14.00
Pro perfidis judaeis
Ecco, la nota lobby americana attacca il papa
Prayer for Conversion of Jews Remains Troubling Despite Vatican Changes
www.adl.org/PresRele/VaticanJewish
M. M.
14/02/2008
12.30
Libro introvabile di Toaff
Buongiorno,
mi trovavo in una libreria della mia città, e desideravo sfogliare il
libro di Toaff sul mondo ebraico. Ebbene, mi hanno risposto che è stato
ritirato dal commercio, per il momento, ma che deve uscirne una nuova
edizione con una postfazione e una prefazione.
Mi hanno anche raccontato di un cliente si è presentato presso una
grossa libreria (concorrente), ed ha acquistato tutte le copie
disponibili in negozio.
Che ci sarà mai scritto in questo libro che non si possa serenamente
confutare in un dibattito ? In fondo, non siamo nell'occidente
democratico ?
Che pena...in fondo, veda, sul Papa e sulla Chiesa (e sulla sua storia
passata) si può scaricare tutto il fango possibile, mentre l'ebraismo e
anche l'islam (mi pare) non tollerano critiche.
Mah, speriamo che Dio illumini i cuori e le menti di tutti !
Saluti.
Enrico
Ne abbiamo già parlato.
Il libro era reperibile su internet.
Maurizio Blondet
14/02/2008
11.30
Raid israeliano colpisce scuola
Che strano, sempre gli stessi sbagli! Poi con la tecnologia che hanno!
Cosa sono, allora, ubriachi?
Raid israeliano colpisce scuola
Un insegnante ucciso, razzi Qassam contro Sderot
(ANSA) - GAZA - Un raid aereo israeliano compiuto oggi nel nord della Striscia di Gaza ha centrato per errore una scuola uccidendo un insegnante.Feriti due degli allievi. Fonti palestinesi hanno detto all'ANSA che la scuola e' un liceo agricolo che si trova alla periferia del campo profughi di Beit Hanun. Intanto la cittadina israeliana di Sderot e' anche oggi sotto il fuoco di razzi Qassam sparati da miliziani palestinesi dal nord della Striscia di Gaza. Uno dei razzi ha colpito un edificio.
Ubriachi?
No, genocidi sobrii.
Maurizio Blondet
14/02/2008
10.30
Chi insulta gli infermieri ?
Caro Blondet,
Leggo che risponde a un lettore chiedendosi
con sdegno come osino a insultare gli infermieri.
Essendo figlio di un medico posso dire la mia:
Nell'ambiente medico c'e' sicuramente rispetto
reciproco dal primario fino all'ultimo dei volontari
della crocerossa.
C'e' pero' una ben delineata gerarchia nei ruoli,
e gli infermieri purtroppo sono alquanto sotto-considerati
nella scala di importanza.
Ovvio quindi che chi denigra gli infermieri come
fossero poco piu' di operai specializzati sono in primis
i medici e i primari.
Come osano?
Osano perche' dall'alto delle loro lauree
in medicina (6 anni) piu' 2-3 anni di praticantato
obbligatorio e malpagato, una volta che finalmente
hanno il culo coperto e sono assunti a tempo indeterminato
entrano a far parte non solo di un albo professionale
ma di una VERA E PROPRIA CASTA, da cui gli infermieri
sono ovviamente esclusi.
Mio padre e' uno dei pochi medici in pensione che
ancora intrattiene amicizie di lunga data con i suoi
ex colleghi infermieri, che mi risulti gli altri medici
al massimo si concedono una cena aziendale o poco piu'
coi loro sottoposti.
Persino mia madre ha sempre criticato mio padre perche'
a suo dire curava piu' le amicizie con infermieri e paramedici
che con altri colleghi medici e primari e amicizie altolocate.
Infine, ho sempre sentito molta gente qualunque criticare
gratuitamente gli infermieri e con la stessa indole tessere
le lodi dei dottori, come se gli infermieri fossero analfabeti
incapaci perfino di fare una puntura.
Concordo quindi in pieno col suo sdegno su questa questione
ma le assicuro che i pazienti hanno sempre un buon
ricordo degli infermieri e penso sia questo il motivo
che ha spinto il suo lettore a intraprendere questa
vocazione.
Suo devoto lettore,
M.S.
Veneto
Capisco.
Ma gli infermieri hanno, o dovrebbero avere, un "sapere" che ai medici non viene insegnato, specialmente oggi: la manualità, il modo di "toccare" il malato, cambiargli la padella, di alzarlo dal letto, o di rifargli il letto mentre non può alzarsi...
Non so se questo venga davvero insegnato, ma il lavoro dell'infermiere è altrettanto essenziale, negli ospedali, che quello di medico, lo completa.
Inoltre, sogno una società dove "qualunque" lavoro onesto sia onorato, e un lavoratore che cambia le padelle sia considerato un eroe quotidiano.
In una società in cui il medico onora lo spazzino che fa bene il suo mestiere, migliora il medico e migliora lo spazzino.
Per questo mi congratulo con suo padre.
Maurizio Blondet
14/02/2008
09.30
A proposito della recessione americana
Nell'articolo pubblicato su:
www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo
si legge:
Tra gli esperti, Ethan Harris - che l'anno scorso è stato l'economista che
più di tutti ha "azzeccato" le proprie previsioni - ritiene che "l'economia
non cadrà in recessione".
Questo perchè, secondo lui, un'azione aggressiva sul lato dei tagli dei
tassi e uno stimolo fiscale dovrebbero sostenere la crescita.
Che ne pensa ?
saluti e ringraziamenti per avermi risposto al mio precedente quesito a
proposito di Ravi Batra
Alberto B.
Sperare non costa niente...
Basta dimenticare che il debito USA, pubblico e privato, è insostenibile.
Maurizio Blondet
14/02/2008
08.30
Delocalizzazione
Vorrei delocalizzare il parlamento italiano: mandare a casa tutti gli
attuali parlamentari (pensione a 67 anni, ovviamente) ed assumere un
centinaio di indiani o cinesi (persone con cultura media superiore a quella
dei nostri parlamentari).
Come si può fare?
Buona giornata.
Giulio De V.
13/02/2008
20.30
Terzo Tempio
Avendo pubblicato sull’opinione dei lettori l’email di Riccardo (31-1-08 ore 18.30) che segnalava il sito www.telefonoverde.it, faccio notare che nella home page di detto sito in basso a destra si trovano alcuni strani link:
Il terzo tempio di Gerusalemme
Progetto per il terzo tempio 1
Progetto per il terzo tempio 2
In particolare vedere il primo
www.telefonoverde.it/ecco_un_fotomontaggio.htm
tutto ciò lascia molto perplessi!!!!!!!!
Buon lavoro
Un lettore
Il sito è evidentemente propaganda massonica o Lubavitcher mascherata da più o meno cristiana.
Regalano Bibbie e promuovono la costruzione del Terzo Tempio (oltretutto orribile architettonicamente).
Maurizio Blondet
13/02/2008
19.40
Scrivete a Rutelli
www.governo.it/scrivi_a_governo.asp
COMPILATE, CON I DATI VERI, E CHIEDETE CONTO A RUTELLI DEI 52 MILIONI (A ME
RISULTAVANO ESSERE 90) spesi per il bellissimo inesistente portale Italia...
Quanti lo faranno avendo il coraggio d’esporsi personalmente?
A. B.
13/02/2008
19.00
Il problema è ben altro
Con riferimento al lettore Roberto P. che scriveva (giustamente) della vergognosa spesa per il vergognoso sito, poi chiuso www.italia.it, volevo muovere una “piccola”" critica all’affermazione “Questi, caro Blondet sono gli sprechi, altro che (se mi consente), la busta paga di un lavoratore dipendente nel pubblico impiego [...]”, e lo faccio con uno stralcio dell’articolo di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno, 04-01-2008: [...]
Quelli dei 18 consorzi di bacino, che sono una legione dell'esercito dei 20 mila lavoratori, uno in più uno in meno, della Nu campana.
Tremilasettecentotrentacinque addetti quelli dei consorzi (stando al piano regionale dei rifiuti) che in piena emergenza non fanno nulla o quasi.
Ma pesano sui cittadini, e quanto pesano: 60 milioni di euro l’anno, per 14 mensilità pagate tra i 1100 e i 1200 euro.
In sette anni sono 420 milioni di euro andati in fumo. [...]
Siamo alle solite: “Il problema è ben altro...”.
No: il problema non è UNO stipendio di un pubblico dipendente; il problema è lo stipendio di centinaia di migliaia di fancazzisti del pubblico impiego.
Distinti saluti.
Giulio D.
E’ il “benaltrismo”, malattia senile dell’ideologismo.
Maurizio Blondet
13/02/2008
18.00
Commento sull’articolo su Putin
Buongiorno dottor Blondet,
come le ho già detto in passato un mio collega è di lingua russa, e a volte legge i suoi articoli che poi commentiamo assieme.
Anche se su più di un argomento non concordiamo (ad esempio lui è un sostenitore e difensore di Stalin, che a suo parere non ha commesso i ben noti crimini... e ovviamente io non condivido questa sua opinione), per lo meno è possibile un confronto intelligente e non viziato dalla solita pseudo-dialettica dogmatica che impera in Italia (e non solo).
Dopo aver letto il suo ultimo articolo su Putin, questo è stato il suo commento, che le allego così com'è lasciando gli errori ortografici e grammaticali.
Glielo invio solo per farle leggere un’opinione “dall’interno”.
Cordiali saluti,
Alessandro V.
Ciao Alessandro,
è un articolo interessante, pero è abbastanza discutibile.
Mi sembra che Blondet predica per la Russia le cose che per Europa vuole evitare, tipo la
decentralizzazione e privatizzazione di Gazprom e altri compagnie petroliferi, oleodotti e gasdotti, ecco la quota: Il sistema andrebbe decentralizzato e aperto, onde liberare iniziativa e fantasia imprenditoriale, acquisire mezzi finanziari e conoscenze tecniche; ma in quanto il sistema economico Gazprom è anche sistema politico (e burocratico, ancora «sovietico»), non ha l’elasticità per riformarsi, tanto più che la situazione è complicata da rivalità e nodi di corruzione e favori, visto che le forniture avvengono attraverso entità di intermediazione di scelta di Gazprom, dove chiaramente interessi (ossia tangenti e rendite di posizione) sono la contropartita di sudditanze o
alleanze “politiche”.
Pero in mondo globalizzato unico modo restare competitive è di avere le compagnie rilevanti allo livello internazionale, tutti le grandi aziende petroliferi sono cosi, nessuno pensa di decentralizzare le compagnie norvegesi (proprietà di stato al 100%), americani o inglesi.
La fantasia imprenditoriale in questo settore la Russia aveva visto già abbastanza, adesso basta.
Tra altro il sistema sovietico produceva la quantità quasi doppia del gas e petrolio.
Quindi, dal mio punto di vista, adesso la Russia sta facendo la politica economica in direzione giusta.
Ancora molto da fare nello settore bancario/finanziario, per esempio la Banca Centrale non finanzia il governo per la legge, funziona solo come punto cambio delle valute, quindi il meccanismo “normale” dello creazione dei soldi con obbligazioni del governo non funziona in Russia, aumento di massa monetaria in Russia dovuto allo bilancio positivo di esportazioni/importazioni, creando la situazione che di fatto i rubli sono sostituti di dollari/euro, quindi ogni rublo costa carissimo per la Russia, per averlo bisogna prima vendere qualcosa al
estero.
La prossima tappa sarà la vendita di prodotti Russi per rubli, sarebbe molto giusto.
Al riguardo di Kasyanov, secondo me, hanno fatto giusto, questo Kasyanov non prenderà ne meno di un 1% di voti, ma le media occidentali faranno un casino enorme per screditare le elezioni con varie dichiarazioni di Kasyanov, un può come successo con Kasparov, ma molto peggio.
Quindi meglio evitare sin da inizio.
Andrei
Dico al suo amico che il Cremlino ha preso coscienza del problema: “The Kremlin has offered a rare admission that Russia’s hard-nose diplomacy and the manipulation of the energy sector for political goals is deterring investors, leaving the country friendless as the credit crunch spreads to Eastern Europe. Alexei Kudrin, the finance minister, acknowledged yesterday that spats with Europe and America on a raft of issues have gone too far”.
“Our dependency on global economic ties, on our exports, is so strong that we need to shift our foreign policy goals as soon as possible to safeguard stable investment”, he told the Russia Forum, a summit of economic and political leaders organized by investment bank Troika Dialog.
Former Kremlin staff chief Anatoly Chubais called on the government to tone down the nationalist rhetoric and stop picking needless fights with the democratic world.
“We really have to think about how much our foreign policy costs our economy”, he said.
(Telegraph, 31 gennaio)
Maurizio Blondet
13/02/2008
17.30
Pedofilia online, +131%
Meglio pensare agli evasori che ai pedofili:
Pedofilia on line nel 2007 +131%
Telefono Arcobaleno: in 5 anni fenomeno più che raddoppiato
(ANSA) - La pornografia minorile on line negli ultimi cinque anni è più che raddoppiata nel 2007 con un incremento del 131%.
Il dato che, secondo Telefono Arcobaleno, emerge in modo preoccupante è che la pedofilia on line risulta essere un crimine prevalentemente europeo: il 92% dei bambini sfruttati è di razza europea; il 61% dei clienti è europeo; l’86% dei materiali pedofili rilevati in rete e il 52% dei siti internet legati al pedo-business sono in Europa.
M. M.
13/02/2008
17.00
Che squallore
Siamo alle origini della formazione della “Società di San Vincenzo De Paoli” nel 1830 a Parigi.
Antonio Federico Ozanam, uno dei fondatori, durante una delle riunioni in seguito chiamate “Conferenze” dichiara: “Noi resteremo sulla breccia. Ma non provate anche voi, come me,
il desiderio ed il bisogno di partecipare oltre che a queste Conferenze, a riunioni riservate ad amici cristiani e consacrate alla carità? Non vi pare che sia tempo di passare dalle parole all’azione e di affermare con le opere la vitalità della nostra fede?”.
Non pare a nessuno che sia arrivato il momento di passare all’azione per fermare la discesa nel baratro di questa povera Italia?
Che razza di UOMINI ci sono qui?
C’è ancora qualcuno che abbia le così dette.. o sono tutti dei quaqquaraquà?
La feccia prodotta a livello nazionale in TUTTI i campi (bastava vedere i TG delle 13h oggi) dovrà proprio sommergerci tutti?
L’Italia è oggi al quarto posto per il lavaggio di denaro sporco, il Vaticano all’ottavo!
Bene, Il Trono e l’Altare pare siano stati serviti.
Cordialmente
Claudia M
13/02/2008
15.30
Aborto
Direttore,
commentando la notizia della ”assoluzione” di Silvio Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio, alla battuta: “adesso ci manca solo che venga legalizzato l’omicidio”, mi sono trovato istintivamente a rispondere; “ci siamo già è legale, si chiama aborto”.
Non mi sarei mai immaginato capace di una simile inversione ad U.
Sono, ero, uno di quelli che avrebbe sostenuto strenuamente una qualsiasi legge che avesse permesso la “libera” scelta femminile di abortire.
Pensavo che una legge di regolamentazione avrebbe certamente diminuito (e lo ha fatto) le morti per aborto clandestino che prima della 194 erano tra le donne causa di una morte, se così si può dire, statisticamente molto importante e certamente orribile.
Tanto mi bastava.
Ritenevo che l’ultima parola, la scelta finale spettasse alla donna e solo a lei.
Insomma una sorta di “cultura della libertà” prima di tutto, prima anche della vita altrui.
Non la penso più così.
Se 6 anni fa, io e mia moglie, avessimo potuto fare una sorta di “analisi genetica del feto” ed avessimo scoperto in anticipo che mio figlio era o poteva essere, affetto da diabete mellito e scelto l’aborto come soluzione, oggi io non avrei il privilegio di poter amare e veder crescere uno splendido bambino, dotato di una intelligenza pronta e acuta e di una fisicità non comune, assolutamente non un genio intendiamoci, ma un bambino normale e sveglio.
Seguito da vicino, a 3 anni sillabava, a 4 anni leggeva spedito, scriveva le prime parole ed era in grado di eseguire somme e sottrazioni, ripeto senza genialità ma come moltissimi bambini fanno, se
opportunamente stimolati.
Un bambino che oggi , 6 anni, mi chiede spontaneamente di portarlo a visitare il museo di Storia Naturale e delle Scienze e Tecnica, di passare un paio d’ore “alla Mondadori”, che desidera una visita settimanale all’acquario di Milano di cui ormai conosco per nome i pesci, che ho visto
illuminarsi, stupirsi e temere mentre nuotava con me tra gli squali ed i trigoni di una fantastica barriera corallina in mezzo all’Oceano Indiano, dotato di una vitalità ed un entusiasmo assolutamente contagiosi.
Ha amicizie, litiga si batte e fa pace, pratica sport, ha persino 2 fidanzatine.
Ha anche una grave malattia un tempo mortale, oggi cronicizzata e controllabile.
La domanda che mi pongo è: avessi saputo prima della malattia, lo avrei potuto uccidere?
L’unica cosa che mi permette di guardarmi allo specchio quando questo pensiero mi attraversa è la decisione presa in accordo con mia moglie, quando molti mi consigliavano, sebbene fossimo giovani, l’amniocentesi per garantirmi che mio figlio non fosse affetto da sindrome di Down, “niente amniocentesi, niente rischi inutili, se sarà down ce lo teniamo così com’è”, questa fu la decisione.
Non voglio fare il cuor di leone, quando decidemmo di accettare tutto, ebbi un leggero brivido di paura che ricordo ancora oggi ma poi smisi di preoccuparmi.
Tra le mie semplici conoscenze ed anche tra le mie amicizie che posso definire care ci sono due persone che hanno scelto l’aborto come soluzione.
Una di loro ha una famiglia benestante e disponibile con mezzi finanziari più che sufficienti a sostenere un errore di gioventù, l’altra è una persona con problemi finanziari e diciamo, scarsa scolarità, “regolarmente” sposata e rimasta incinta dopo un rapporto occasionale extramatrimoniale.
Due vite agli antipodi ma accomunate dalla stessa scelta.
Una scelta che certamente, ha comportato una sofferenza che però non è sufficiente a giustificarla.
Non eravamo di fronte a situazioni limite in cui la sopravvivenza della madre era in gioco o a bimbi nati acefali, la scelta fu dettata da ragionamenti diversi, in un caso fu quella di liberarsi di un “impegno” che avrebbe impedito lo svilupparsi di una carriera e di una giovane vita spensierata che poi, ironia della sorte, oggi spensierata non è affatto, dall’altro il garantirsi il sostegno finanziario del coniuge, un tetto sulla testa, salvare le apparenze ed evitare un sicuro calcio nel culo.
Valgono una vita queste motivazioni?
Oggi la mia personale risposta è no.
Accettare l’interruzione di una vita a un minuto perché ammasso cellulare e non persona o alla
22-esima settimana perché lo è e codificarla in una legge, vaporizza una soglia psicologica e spalanca la porta alla accettazione futura di qualsiasi schifezza.
Oggi infatti la casta si può permettere tutto, qualsiasi nefandezza nella generale impotenza.
Se si può semplificare una vita come dei termini simili di una equazione, in nome di un fumoso ma possibile radioso futuro o per salvare un matrimonio che esiste solo sulla carta o anche per paura di perdere uno stipendio fisso in casa, c’è qualcosa che non quadra.
Non voglio fare il maestrino moralista neo-illuminato dall’alto (o dal basso, dipende) del mio stipendio che mi permette magari, un viaggio ogni 5 anni in estremo oriente ma se siamo una società incapace di un tentativo serio di intervento, se preferiamo usare le nostre risorse per edificare ciclopici centri commerciali fotocopia distanti 10 minuti l’uno dall’altro, accettiamo di spendere il nostro denaro per mantenere orde di dipendenti pubblici che intruppati voteranno per i nostri affamatori e preferiamo non pensare ma semplicemente “terminare” i nostri figli, le nostre risorse primarie, dei puri doni Divini perché li riteniamo scomodi, troppo in anticipo, in ritardo o in eccesso, siamo sull’orlo di un profondo baratro.
Non riesco più ad accettare questa logica, questa mancanza di riferimenti, questa labilità, questa “Insostenibile leggerezza dell’essere” o del “non essere” aggiungerei.
Quanto ci costerebbe farci carico di queste famiglie con problemi, quanto costa aiutare queste madri in difficoltà, quanto costa soprattutto educare i nostri figli, futuri madri o padri?
Educarli non solo parcheggiarli in scuole tristi o costose in funzione del nostro salario, educarli per costruire, per far riflettere , per saper valutare e scegliere e per imparare ad amare.
Quanto ci costerebbe all’anno tentare di evitare queste tragedie?
Costerebbe di più che mantenere la casta?
Costa di più del canone Rai?
Costa di più dell’abbonamento a SKY?
Costa di più dell’inutile top giornaliero, settimanale o mensile comprato al centro commerciale
“Il Vulcano”?
Per carità non sto pensando al cilicio come nuovo accessorio alla moda ma nemmeno all’indifferenza ed all’accettazione passiva di qualsiasi oscenità avvolta in parole di carta da regalo come libertà e laicità.
Provare a non accettare questi regali così ben confezionati e procurarci da soli impegno, onestà, sacrificio, coraggio?
Nell’aborto non c’è libertà non è un simbolo di laicità, c’è tragedia, dolore, morte, sconfitta, lo possiamo evitare, dobbiamo provarci ed essere capaci di farlo senza tornare alle mammane, si può.
Rileggo questa lettera e rido di me stesso.
Partito come radicale, ultralibertario, anticlericale sebbene non sia mai stato capace di definirmi ateo, oggi chi leggesse la mia lettera mi darebbe del reazionario oscurantista e magari clerico-fascista e per certi versi statalista.
Non è così ma una cosa è certa, mi si è acceso il faretto sul casco, io non sono più e non sarò più lo stesso uomo di prima.
Aldo M.
Benvenuto tra noi.
Non siamo poi così pochi.
Maurizio Blondet
13/02/2008
14.30
Due notizie
Gentile signor direttore,
due notizie, una relativamente buona e l’altra terribile.
In Florida, il processo a Oscar Padilla e ai due americani di origine araba condannati da una giuria federale si è concluso con la sentenza emessa dal giudice.
Ricordiamo che Padilla, un latino convertito all’Islam, originalmente accusato dal ministro della Giustizia Ashcroft di voler fare esplodere una bomba nucleare sporca, tenuto per quasi quattro anni in detenzione senza parlare con nessuno, senza ora d’aria, senza libri o radio, era incriminato perchè parte di una sua impronta digitale appariva su un documento di Al Qaeda.
Gli altri due erano incriminati per avere raccolto denaro per organizzazioni assistenziali islamiche. Il giudice ha condannato Padilla a 17 anni, e gli altri due a 12 e 13 anni di prigione.
Sembrano condanne crudeli, ma l’amministrazione USA pretendeva tre ergastoli.
Non possiamo dire che “c’è un giudice a Berlino” perchè per i tre era giusta l’assoluzione, non foss’altro perchè è infame processare una persona ridotta allo stato di vegetale dalla detenzione preventiva, ma meglio 17 anni del carcere a vita.
A Firenze invece otto persone, quasi tutti incensurati, sono stati condannati a sette anni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale per una manifestazione davanti al consolato americano nel 1999, per protestare contro l’aggressione alla Serbia.
Poche voci si sono levate a protestare per una condanna assurda, sproporzionata, a nove anni di distanza dai fatti, poi è calato il silenzio.
Due consiglieri comunali di AN hanno applaudito alla sentenza e inveito contro la sinistra radicale e i suoi difensori (scordandosi che nel 1999 anche Forza Nuova aveva manifestato contro l’attacco alla Serbia.
Il messaggio, purtroppo, è molto chiaro, il Quarto Reich è già arrivato.
Roberto G.
13/02/2008
13.30
Sull'operato di Benedetto XVI
In riferimento alla Sua risposta al professor Damiani ed in particolare in risposta alla Sua frase:
“Quindi basta con i ‘cattofondamentalismi’ ed i ‘cattotalebani’ sempre pronti a denunciare le presunte insufficienze dell’operato di Papa Ratzinger. Ha ragione Domenico Savino: la Pasqua di Resurrezione della Chiesa non sarà una mera ‘restaurazione’ preconciliare, storicamente impossibile come è impossibile far girare le lancette dell’orologio al contrario, ma sarà qualcosa di diverso di cui, forse, stiamo soltanto iniziando a vedere i contorni.
Vi immaginate dove saremmo adesso se fosse stato eletto Papa il cardinal Martini?
Ma, grazie a Dio, la Chiesa è Sua, di Cristo. Non dei modernisti pur porporati”.
Io Le dico:
“E se applicassimo questa lettura fideista dell’agire di Ratzinger alla politica internazionale, non dovremmo forse schierarci dietro Israele perchè combatte l’Islam, o perché no, dietro l’Islam perchè combatte Israele o dietro qualsiasi male visto che Dio trae il bene dal male?”.
+ don Floriano Abrahamowicz
13/02/2008
12.30
Sull’antiberlusconismo ossessivo
Caro direttore,
sono un 30enne di Cremona, Le scrivo in veste di Suo lettore, prendendo spunto dal Suo articolo
sull’antiberlusconismo ossessivo.
Premetto che sono un elettore di centro sinistra...
Dopo questa premessa, capirà la mia disillusione per aver visto l’operato di un governo che, pur con qualche sprazzo di buon operato (mi riferisco soprattutto al ministro Di Pietro), ha certamente deluso molte aspettative.
Non si può certo dire che le Sue critiche elencate nell’articolo non siano fondate.
Anzi.
Le cito solo un esempio: le norme antiriciclaggio e antievasione della legge Bersani, che ci costringeranno a pagare con “mezzi tracciabili” ogni parcella sopra i 100 euro...
Teoricamente, non sarebbero nemmeno così sbagliate; praticamente si riveleranno una scocciatura per noi ed un regalo meraviglioso alle banche, che nemmeno si sogneranno di abbassare le spese
per singola operazione.
Ma devo essere sincero: non do torto nemmeno al 18enne Luigi, nel suo lungo elenco di misfatti berlusconiani.
Come anche Lei ha affermato in numerosi articoli, a fronte di una sinistra incompetente ed infingarda c'è una destra vuota di idee e parimenti incompetente (potrei citare, nel precedente governo, il ministro Calderoli, il ministro Matteoli, il ministro Stanca, il ministro Gasparri, il ministro Frattini...).
A titolo di esempio, all’elenco fatto da Luigi aggiungerei un “pericolo scampato”: il ponte sullo stretto di Messina, fortunatamente abbandonato.
Se l’idea berlusconiana delle “grandi opere” (grandi per chi?) fosse stata portata avanti, avremmo avuto davanti un baratro di proporzioni abnormi.
Ora, per farla breve... le faccio una domanda.
Davanti ad uno scenario politico tanto desolante, con questo centrosinistra così incompetente e disonesto, e con questo centrodestra così disonesto e incompetente...
... come si può comportare un cittadino che non vuole essere né elettore né fiancheggiatore di personaggi tanto discutibili?
Saremo costretti, per essere a posto con la nostra coscienza, a votare bianco, a non votare, o a scrivere “ladri” sulla scheda?
Facendo così il gioco del vincitore?
“NOT IN MY NAME” è uno slogan ormai famoso... dovremo urlarlo anche noi?
Cordiali saluti,
Lorenzo M.
Annullare la scheda è un piccolo passo.
Poi ci vorrebbe la rivoluzione, tribunali speciali, sequestri di beni eccetera…
Ce la facciamo?
Con quali forze?
Maurizio Blondet
13/02/2008
10.30
Lo schedatore
Segnalo questo articolo:
www.repubblica.it/sezioni/politica/blog-liste/l
dove vengono citati anche Moffa e i fatti di Teramo (evidentemente si cerca di stabilire
una connessione a scopo intimidatorio e persecutorio).
Stiamo con gli occhi aperti.
Saluti,
Antonio G.
Il titolo di Repubblica, “dai negazionisti alla lista nera”, è ovviamente tendenzioso.
L’autore della lista nera cosiddetta, Paolo Munzi, è figlio del sindaco di Forano (Rieti), che è un sindaco radicale (uno dei pochi, credo).
Il figlio ha postato la sua lista anche sul blog del Partito Radicale, “Fai Notizia”, che poi ha provveduto a cancellarlo - come ogni cosa radicale, è un sito aperto e incontrollato, anche per squilibrati.
Il nome di Munzi risulta nell’appello di solidarietà con Moffa (il docente di Teramo che aveva invitato a parlare Faurisson, con seguito di pestaggio).
Una lista lunghissima, per la libertà di parola, che è firmata da gente come Massimo Fini, il magistrato Francesco Mario Agnoli, un partigiano Fabrizio Jommi dell’ANPI di Fermo, eccetera.
Tutta gente che nulla ha a che fare col “negazionismo”.
Incidentalmente, la mia firma non c’è perché ho disapprovato l’iniziativa di Moffa, pur benintenzonata, prevedendo quel che sarebbe accaduto: l’occasione di un attacco concentrico a chi dice le verità sgradite, e un giro di vite repressivo.
E’ possibile che questo Munzi sia un matto o un provocatore?
O è un radicale coerente, liberista-libertario, tipo “nessuno tocchi Caino”, offeso dalla censura con pestaggio di Faurisson e dal ghetto che si sta costruendo attorno a Moffa?
Mah.
Repubblica avrebbe potuto titolare: è un radicale l’autore della lista nera, ma evidentemente ha preferito metterlo tra i “negazionisti”.
I radicali dovrebbero difenderlo, in nome della libertà.
In ogni caso, personalmente ritengo che ogni lista, con nomi e indirizzi, sia una vigliaccata.
Siccome io stesso ne sono vittima, non l’approvo nemmeno contro avversari di polemica.
Maurizio Blondet
13/02/2008
09.30
Rigori della legge
Egregio signor Blondet,
Le segnalo questa notizia, che ha a dir poco dello sconvolgente.
Unitamente ad alcune recenti notizie di cronaca provenienti sempre dall’Inghilterra -
come quella dei 5 pompieri londinesi multati, sospesi dal servizio e condannati a corsi di rieducazione forzata per aver osato illuminare con un faro del loro mezzo di servizio alcuni omosessuali intenti a praticare sesso completo in un parco pubblico - ci fa largamente intendere a quale tipo di società aspirino le lobby omosessuali, sempre più potenti ed organizzate.
Personalmente, se un giorno dovessi avere dei figli, non permetterei mai che fosse impartita loro un'educazione come quella che si prospetta in Inghilterra.
Mi ritroverei costretto a farli frequentare istituti privati, ovviamente non laici (esisteranno ancora?).
Ma anche una contro mossa del genere sarebbe una cautela da poco, visto il continuo bombardamento mediatico a cui tutti siamo quotidianamente sottoposti e da cui è impossibile sfuggire totalmente: in televisione, nelle strade, sui giornali, nelle riviste, in parlamento, nel mondo del lavoro.
Recentemente, in Italia, sono state diffuse, da parte di alcuni studiosi (evidentemente non allineati al pensiero unico dominante) preoccupanti analisi che mettono in luce la diffusione di atteggiamenti e pratiche omosessuali tra i giovanissimi.
Gli adolescenti nostrani considerano “trendy” fare sesso con persone del loro stesso sesso, col rischio di assumere tali atteggiamenti in via definitiva.
Ciò che fino a qualche anno fa era quindi considerato un atteggiamento vergognoso, da pubblica gogna, oggi è considerato un vanto da sbandierare ai quattro venti.
La diffusione di tali pratiche innaturali, spiegano sempre gli studiosi, è dovuta ai messaggi più o meno velati, più o meno espliciti, di cui la pubblicità, le riviste ed i programmi televisivi sono del tutto saturi.
Ovviamente, critiche del genere non hanno avuto alcun eco di risonanza, neanche a titolo di polemica.
Non sono state oggetto di discussione in talk-show televisivi o sui quotidiani.
Sono state semplicemente ignorate, come se non fossero mai state rese note.
Se si prova a farne oggetto di discussione con i colleghi o i conoscenti, cala un preoccupante imbarazzo.
La gente è cosciente (è stata adeguatamente “educata” dai Maurizio Costanzo e dai vari Mentana) che gli omosessuali sono diventati una “categoria protetta”, privilegiata.
Esprimere critiche su certi fenomeni, per quanto assurdi, non è consigliabile.
Proprio per nulla.
Si rischia di passare agli occhi degli altri non solo per retrogrado, ma per razzista e nazista (con 3 zeta, oggi si pronuncia così).
Meglio quindi tacere e farsi i fatti propri.
Il nostro Paese intanto va a rotoli, e sembra che non vi sia nessuno strumento efficace a disposizione per invertire questa tendenza.
Nello scenario politico c’è un vuoto assoluto ed una pochezza del tutto scoraggiante.
Le pochissime (e piccolissime) formazioni che sembrano aver individuato almeno in parte la strada da percorrere soffrono di grandi carenze da ogni punto di vista: strategico, comunicativo, organizzativo.
Le conseguenze di queste mancanze si fanno sentire, specie quando arrivano il momento di tastare il consenso della gente.
Le percentuali di voto sono quelle da prefisso telefonico.
Per rallentare la caduta verso il baratro, ci toccherà in definitiva votare nuovamente Berlusconi.
Cordiali saluti,
Massimo
13/02/2008
08.30
Lettera a Savino
A Domenico Savino che mi invita alla pazienza rispondo che alla pazienza sono obbligato, non avendo nessuno strumento per cambiare direttamente le cose se non, come lui, la preghiera.
Né capisco quali sarebbero le “condanne e scomuniche” che invocherei: da parte di chi, poi?
Gli ricordo però che di un Papa il cattolico dovrebbe fidarsi come del “dolce Cristo in terra”, che in un Papa il cattolico dovrebbe trovare la regola prossima della fede.
Invece almeno io la regola prossima della fede la prendo da tutt’altre fonti: dalle omelie di don Floriano, dagli articoli di don Ricossa, dai libri controrivoluzionari e anti-Vaticano II, dai convegni della Fraternità Sacerdotale San Pio X e dell’Istituto Mater Boni Consilii.
Ogni tanto Ratzinger dice qualcosa di cattolico, il più delle volte involto in inaccettabili paramenti paramodernisti: non è regola di antica prudenza ricordare con Jacques Hours che la menzogna peggiore è quella che più contiene di verità?
Ricordare con la Chiesa che la fede è integra o non è?
Non credo che sia questione di pazienza o di impazienza: credo che si tratti di prudenza e di imprudenza, di sicurezza e di insicurezza, del famoso principio tuziorista in base al quale per la nostra vita morale dobbiamo basarci su ciò che è SICURAMENTE buono.
Ora la Tradizione integrale è SICURAMNTE buona, l’incerto e intermittente “tradizionalismo” di Ratzinger no.
Tutto qui.
Aggiungo che il Vangelo ci chiede di essere scaltri come serpenti per non essere raggirati dai figli delle tenebre.
Il tentativo di assorbire e di liquidare la Tradizione facendo balenare davanti agli occhi dei suoi adepti qualche perlina di vetro (la porpora! La “visibilità”! L’“accettazione”!) per non avere “plus d’ennemis à droite” è talmente scoperto che ci si domanda come persone allenate da oltre quarant’anni di resistenza possano esserci cadute.
Basterebbe l’aver definito i due riti della Messa, di cui uno illecito e quasi certamente invalido e l’altro sicuramente cattolico e portatore di frutti di grazia, “espressioni della stessa fede”, addirittura uno (quello bastardo, forse satanico: consistente nella glorificazione dell’uomo) come “ordinario” e l’altro, quello legittimo, “straordinario”, per qualificare questa maldestra manovretta da retrobottega.
In fondo io ho più ragioni di “pazientare” di Savino: ho la Messa (cui noi assistiamo da anni, grazie agli “scomunicati” monsignor Lefèbvre e monsignor Guérard des Lauriers, e forti dell’indulto perenne di san Pio V), ho i sacramenti, ho un bravissimo sacerdote che prego il Signore di mantenere a lungo.
Che mi manca?
Posso lasciare che Ratzinger persegua i suoi obiettivi, quali che siano (lo vedremo) con assoluta indifferenza, tanto per me non cambierebbe nulla.
Nel ringraziare infine ancora una volta Domenico Savino per l’attenzione dedicata alle mie parole, non posso tuttavia non notare che ha risposto solo a una delle mie domande.
Spero che ciò ci assicuri un fruttuoso scambio di vedute anche in fututo, magari ai tavoli della prossima festa di Lanzago.
Franco Damiani
12/02/2008
22.00
La vera destra non esite e non è mai esistita
Se quello e' un “salame” io sono l’ostia della comunione.
Il presunto “salame” e il suo codazzo (Fini e Storace compresi) sono la vergogna della destra e non ci rappresentano.
Metà Finivest è in mano alla Massoneria che non è solo Carlo Freccero.
Il 2 giugno 1992 al largo di Civitavecchia sul panfilo della Regina Elisabetta II c’era presente anche Giulio Tremonti; io e molti altri che navighiamo nella merda no.
Tremonti vuole mettere i dazi alle merci cinesi, ma omette di dire che Garelli, Amstrad e altre aziende produttrici di “carabattole cinesi”, che distruggono le piccole e medie imprese italiane, sono controllate da SOLARI.COM società di proprietà del fratello di Berlusconi.
Per quanto riguarda Goldman Sachs:
“Goldman Sachs e Berlusconi addirittura hanno comprato insieme una società, la Endemol, per un miliardo di euro”.
http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=6266&T=A
Mediaset si aggiudica l’asta per Endemol Mediaset e alleati si aggiudicano Endemol, il colosso olandese di contenuti TV, che produce format internazionali di successo come il Grande Fratello.
Il consorzio costituito da Mediacinco Cartera, newco spartita tra Mediaset e la controllata Telecinco, insieme a Cyrte Fund, veicolo partecipato da John de Mol, e Gs Capital Partners VI Fund, fondo di Goldman Sachs, ha firmato un accordo con Telefonica per l'acquisto del 99,7% di Endemol Investment Holding che detiene il 75% della società operativa quotata Endemol
www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza
Libero
“Goldman Sachs arruola Gianni Letta”
www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/
Blondet si faccia un favore... veda di informarsi meglio.
E lei cerchi di capire le informazioni.
Una cosa è aver fatto affari con Goldman, una cosa è avere un ufficio a Goldman come dirigente e dipendente.
Maurizio Blondet
12/02/2008
20.30
MTV
Salve,
questa notizia oltre a farmi molto riflettere sulle logiche di MTV secondo me potrebbe essere lo spunto per un articolo dedicato all’emittente.
Si parla di una censura di MTV nei confronti del candidato Ron Paul, cosa assai strana vista la posizione “no-war” del candidato che rientra nei tanto sbandierati “valori” dell’emittente. Ovviamente (anche grazie a voi) ho capito quali sono i veri “valori” che MTV porta avanti...
MTV posseduta dalla Viacom di Murray Rothstein e MySpace di Rupert Murdoch hanno escluso Ron Paul dal dibattito rivolto ai giovani di Sabato 2 Febbraio alle 18 in onda su MTV in collaborazione con MySpace.
L’unico candidato anti-guerra deve essere nascosto al pubblico giovanile di MTV, per il fatto che sarebbe sicuramente gradito.
Il sito di MTV è stato chiuso nel pomeriggio ET per qualche tempo.
Si può immaginare perché.
Addì 29 Gennaio 2008 alle 16,30 ET, in memoria della più grande democrazia del mondo.
R.I.P.
Aggiornamento.
Una buona notizia dal modo della musica: il “leggendario” cantante folk Arlo Guthrie fa endorsement e appoggia ufficialmente Ron Paul. Guthrie, 60 anni, da noi meno conosciuto è ancora popolarissimo negli USA col suo folk-blues di protesta molto in voga nell’era sessantottina. Sostiene Ron perchè vede in lui l'unico erede della tradizione americana e l’unico difensore della
Costituzione (fatto molto indicativo, ho trovato la notizia per caso su di un sito tedesco).
Fonte: italians4ronpaul.blogspot.com
Cordiali Saluti
A. B.
La risposta è nel nome del capintesta di MTV, che si fa chiamare Redstone e si chiama - come lei ha giustamente scritto - Rothstein.
Maurizio Blondet
12/02/2008
19.00
Khazari o no?
Ho notato che su EFFEDIEFFE è stata abbracciata la teoria dell’origine cazara degli ebrei ashkenaziti.
In realtà la questione della conversione delle genti cazare al giudaismo è più complessa di quanto
sostenga la tesi di Koestler (Arthur Koestler in “La tredicesima tribù - L’impero dei Cazari e la sua eredità”, Edizioni di Comunità, 1980.), che lo ricordo, pretende che gli ebrei dell’Europa Orientale
non siano in realtà discendenti dagli ebrei della diaspora, ma dai cazari turco-mongolici stabilitisi nei territori tra il Mar Nero e il Mar Caspio a partire dall’VIII secolo dopo Cristo.
Al contrario, meriterebbe una più ampia attenzione quella che poi è la versione ufficiale del pensiero giudaico espresso dalle tre grandi enciclopedie ebraiche del Novecento (The Jewish Encyclopedia 1901-05, The Universal Jewish Enyclopedia 1943 ed Encyclopedia Judaica 1983 e sgg.), dai numerosi dizionari dell’ebraismo e dalla quasi totalità degli studiosi ebrei, dai quali si può osservare non solo che, stando alla (peraltro scarsa e controversa) documentazione, al giudaismo si convertirono unicamente gli strati dominanti delle genti cazare, ma, soprattutto, che gli ebrei ashkenaziti, presenti fino all’Ottocento essenzialmente nei territori polacco-lituani, discendono nella quasi totalità dagli ebrei migrati ad oriente dopo le innumeri espulsioni medioevali-cinquecentesche dall’Europa centro-occidentale e, parzialmente, dagli ebrei giunti sulle coste nordiche del Mar Nero nel corso del primo millennio dopo Cristo.
Questa versione trova la sua conferma in due importanti particolari non sempre menzionati:
1. Che il termine Ashkenazita deriva da Ashkenaz che in yiddish significa Germania.
“Ashkenaz” era infatti il nome della Germania in ebraico medievale.
2. Che L’yiddish non è altro che una lingua costituita da una fusione fra il tedesco e l’ebraico, con
preponderanza del primo.
A titolo di esempio Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei
Ora, se gli ebrei ashkenaziti fossero realmente i discendenti del popolo cazaro per quale motivo
chiamerebbero se stessi “i tedeschi”?
Soprattutto, nel qual caso fossero stati i diretti discendenti di quel popolo, non sarebbe stato più
probabile che avessero parlato una lingua di ceppo turco - mongolo invece di una di ceppo
germanico?
Mi vengono comunque in mente altre obiezioni alla teoria dell’origine cazara degli ebrei orientali.
Sappiamo tutti benissimo quanto sia razzista e tribale la religione giudaica e quanto per essa siano importanti il sangue e l’ereditarietà, attraverso cui passerebbe quella grazia divina che essi solo sono convinti di avere, senza contare poi il disprezzo che ostentano verso i “pagani”.
Mi sembra improbabile che abbiano accettato una così gran massa di “allogeni” tra loro: quando infatti parliamo di cazari, parliamo di un popolo forte e numeroso che praticava lo sciamanesimo
arricchito da una certa influenza confuciana.
Anche se è dimostrato che gli ebrei nella loro storia hanno sempre esercitato un blando proselitismo (mirato ad assorbire individui o gruppi che potevano far loro comodo: Blondet in un articolo parlava della giudaizzante Poppea che non poca influenza ebbe sul’Imperatore Nerone, mentre è a tutti nota l’acquisizione da parte ebraica di quella piccola comunità cristiana etiope che a forza di leggere il vecchio testamento ha finito per considerasi ebrea) è però poco credibile che si sarebbero arrischiati ad assorbire una così gran mole di gentili, i quali avrebbero potuto sovvertire tutto l’impianto della loro religione, e l'essenza del loro modo di essere (non dimentichiamo che secondo varie stime oltre l’80 % degli ebrei nel mondo sono ashkenaziti!).
E’ probabile che a convertirsi sia stata la classe dirigente del popolo cazaro, certo, ma non la gran massa della sua popolazione.
Se poi pensiamo a quella piccola comunità etiope trasportata in Israele per “far numero” cioè per incrementare la presenza giudaica in Palestina non possiamo fare a meno di vedere le continue vessazioni a cui é sottoposta: essa infatti è considerata un corpo estraneo dagli altri ebrei: la componente ashkenazita al contrario domina...
Dunque gli ebrei originari dell0Europa Orientale (a loro volta giunti dalla Germania, in cui si erano
insediati dopo la diaspora) sono da considerarsi discendenti di Davide a tutti gli effetti: la loro
radice mediorientale d’altronde è visibile anche fisicamente, infatti non mi risulta che siano tarchiati
e con gli occhi a mandorla come generalmente sono i popoli delle steppe.
Tra di essi si vedono di sovente tratti nordici frutto probabilmente del proselitismo che fecero in Europa dopo il loro arrivo, ma in genere, sempre mischiati a tratti mediorientali.
Questo per sottolineare che nonostante gli apporti eterogenei che i vari gruppi di ebrei ebbero a seconda del loro stanziamento tra popoli delle più disparate razze ed origini, in loro la matrice originaria tende a prevalere.
La loro fondamentale endogamia poi (mantenuta per secoli) ha armonizzato i loro tratti fisici verso un tipo comune.
Ed è per questo che gli ebrei tendono ad assomigliarsi tra loro.
Questo ultimo punto vorrei precisarlo meglio: gli ebrei non costituiscono una razza fisica, ma parafrasando Evola, una razza dello spirito forgiata dall’adesione alla “Legge”, al giudaismo.
Essi sono un popolo e come tale hanno in se influenze diverse e questo da sempre, fin dal loro coagularsi intorno alla religione mosaica nell’età del bronzo.
L’endogamia, ossia lo sposarsi e il procreare sempre in uno stesso gruppo, ha fatto il resto, facendo si che si somigliassero anche fisicamente.
Cordiali saluti a tutta la redazione e grazie per il lavoro che svolgete.
Francesco P.
Sassari
Personalmente credo più a Koestler che a Wikipedia…
Maurizio Blondet
12/02/2008
16.45
Sindromi
Carissimo direttore,
ho appena letto il suo articolo-risposta al lettore anti-berlusca.
Ottimo, come sempre (non è una “sviolinata”, mi piace proprio TUTTO quello che scrive... sarà anche questa una sindrome ?
Mah... e nel caso come chiamarla? Blondismo, mi sembra francamente brutto...).
Le faccio solo un piccolo appunto.
Lei scrive:
“Anche se ti ringrazio per la gentilezza, la pubblico come referto di una sindrome clinica che colpisce una parte eccessiva di italiani, in qualche
modo analoga allo stress-post-traumatico (PTS) che colpisce i reduci dall’Iraq: l’anti-berlusconismo ossessivo-compulsivo (ABSC)”.
Secondo me l’ABSC è più simile allo stress PRE-traumatico che colpisce, come dire, i fratelli maggiori del cardinale Oliva (alias Martini... mai senza oliva !).
Ricorda l’articolo di Gilad Atzmon?
Saluti carissimi.
Il traduttore
12/02/2008
16.45
“Mamma e papà”: omofobia
Londra - Nelle scuole elementari britanniche sarà proibito usare l’espressione “mamma e papà” e diventerà obbligatorio utilizzare l’espressione neutra “genitori”, in modo particolare nelle comunicazioni a casa.
Come scrive mercoledì il popolare quotidiano Daily Mail, il ministro per la Scuola e l’infanzia Ed Balls farà propria la proposta lanciata dall’organizzazione per i diritti degli omosessuali Stonewall, mirante ad abituare i bambini britannici delle elementari all’idea che potrebbero esserci genitori
dello stesso sesso.
Diritti gay - Secondo gli attivisti di Stonewall, l’espressione “mamma e papà” lede i diritti dei genitori omosessuali e favorirebbe pregiudizi anti-gay, inoltre ritengono che i bambini non dovrebbero avere un’idea “convenzionale” della famiglia.
Ma non solo: l’iniziativa prevede che, quando si discuterà di matrimonio nelle scuole medie, gli
insegnanti dovranno parlare anche delle unioni civili e dei diritti sulle adozioni gay.
Tolleranza zero - La proposta di Balls tende inoltre a combattere l’intolleranza nei confronti degli omosessuali e prevede punizioni per chi offenderà un compagno chiamandolo gay.
Tra le espressioni che dovranno essere bandite dalle scuole britanniche ci sono anche: “comportati da uomo” e “siete un branco di donnicciole”.
Il ministro Balls si è detto
“orgoglioso che il governo e il dipartimento siano stati fermi su questa strada. Il nostro punto di vista è che ogni scuola debba mettere in pratica azioni chiare contro
ogni forma di bullismo, incluso quello a sfondo omofonico”.
12/02/2008
15.30
Borse e TFR
“Attendiamoci insomma il peggio.[...] Sempre con la speranza, ‘ultima Dea’, che crepino presto tutti insieme in un bel ‘rogo’ purificatore”.
Condividendo al 100% l’epilogo del pregevole articolo del professor LaGrassa: “Dopo Prodi: l’inganno continua”, le chiedo, dottor Blondet: i crolli borsistici di questi giorni hanno inciso sul TFR che gli immondi politicanti e sindacalisti hanno sfilato ai lavoratori per finanziare
LE ORGANIZZAZIONI AFGHANE DELLA DROGA?
www.globalresearch.ca/index.php?Chossudovsky
Grazie e buon lavoro,
Nicola D.
Hanno inciso sicuramente.
Ma anche prima, i fondi rendevano meno del TFR lasciato in azienda.
Maurizio Blondet
12/02/2008
14.30
Sedevacantismo
Gentile redazione EFFEDIEFFE,
vorrei condividere con voi, e particolarmente con il capace Daniele Arai, alcune considerazioni e critiche relative all’articolo “Quando Roma rischiò di svegliarsi protestante”, che ho trovato decisamente stimolante.
Condivido ampiamente i rilievi mossi al protestantesimo come pure la sua descrizione nei termini di una religiosità soggettiva, di contro alla vera fede cattolica fondata sul fatto storico e oggettivo della passione morte e resurrezione di Gesù Cristo mediante la quale siamo fatti salvi.
Plaudo ancor più per la ripresa del tema teologico cinquecentesco e le relative dispute, chi vi si avventurasse, come ha fatto l’Autore, non può non restare ammirato dall’opera della Provvidenza nel mantenere alta la fiaccola della fede nonostante la miriade di obiezioni, attacchi, capziosità, apostasie e molto più che in quegli anni le venivano lanciati contro.
E senz’altro lo scorcio storico analizzato è un buono spaccato di quanto si sta dicendo.
Resto però perplesso sulla chiusura del lavoro, laddove si dice dei criteri per riconoscere valida non solo formalmente ma soprattutto sostanzialmente l’elezione papale, escludendone Giovanni XXIII e, immagino, le successive elezioni.
Si dice, giustamente, che il conclave è valido per Dio, e non il contrario, così come il sabato è per l’uomo e non viceversa, seguendo questo assunto quindi si conclude che la ratifica di una nomina pontificia comminata da un conclave sia prerogativa divina, a noi visibile mediante la fedeltà del
magistero espresso dal Pontefice al depositum fidei.
Ora, a me pare, che dietro quest’argomentazione di buon senso alligni un difetto, paradossalmente di matrice protestante.
Mi spiego: il dire che la validità di un’elezione pontificia dipenda dalla misura di adesione alla vera fede del Papa eletto, porta ad aprire la questione su chi sia il titolare del giudizio di adeguatezza alla vera fede.
In altre parole, dicendo che il Papa è tale laddove non deroghi dalla fede, si viene ad affermare in via di principio un’autorità umana superiore al Papa, il foro interno della coscienza del credente (qui la matrice protestante), avente l’autorità di giudicare il magistero del vicario di Cristo.
Il fatto sia stata composta da Paolo IV la bolla “Cum ex apostolatus officio” ad esplicitare i criteri di
valutazione ad uso del fedele per valutare la bontà dell’elezione, non sposta il problema, poiché da ultimo rimane il foro interno di questi, la sua soggettività, a dover valutare la distanza del Pontefice dalle verità di fede, riconoscendosi così quale tribunale ultimo della legittimità, e rovesciando l’ordine di oggettività costituito dalla successione apostolica.
In sintesi, sostenere che la validità dell’elezione papale e il conseguente magistero, dipenda dalla fedeltà di questo al depositum fidei, se da una parte afferma un sacrosanto principio, dall’altra pone il gregge sopra il pastore.
Fino a che si parla di un’indistinta fedeltà alla fede, e non si specifica chi sia preposto, e soprattutto in forza di quale autorità, a detto ufficio, si rischiano le secche di un soggettivismo, che credo sia
agli antipodi di quanto intenda Arai.
Prememi sviluppare un’ultima considerazione in ordine alla Chiesa cattolica.
Noi cattolici non apparteniamo ad una religione del Libro, la nostra specificità è l’appartenenza al Corpo Mistico di Cristo, il Quale ci Si manifesta anche nella successione apostolica al soglio di Pietro, non a caso ritenuto Suo vicario.
Concludere che questa successione sia venuta meno per un mutato atteggiamento, ahimè reale, nei riguardi dell’eresia modernista, per quanto suggestivo, temo sia quanto meno un’imprudenza.
Sono assolutamente lontano da qualsiasi sospetto di amore per la modernità e le sue nequizie, ma dire che un diverso atteggiamento nei riguardi di un’eresia sia condizione necessaria e sufficiente per squalificare il pontificato dalla propria legittimità, ritengo sia eccessivo.
Questo anche perché quest’eresia ha mutato forma, come sogliono fare i virus per sopravvivere, così che dunque occorre anche mutarne la cura.
Che gli ultimi 40 anni di magistero siano stati adeguati alla cura dai germi del modernismo non lo potrei certo affermare, purtroppo, ma da lì a dire che se ne siano accettati i fondamenti ne corre. Certo che ci siano stati e ci siano pericolosi flirt con una modernità anti-cattolica è vero, come è vero che quel fumo spira tra le colonne del tempio, così che occorra vigilare.
RingraziandoVi per il lavoro svolto,
Giampaolo Gh
12/02/2008
13.30
Montezemolo
Direttore buon giorno,
avrà certamente sentito alla radio questa notizia:
www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg
Che dice, direttore, il nostro Libera e Bella farà ciò che tanto si è strombazzato in questi mesi? Butterà fuori da Confidustria Calcestruzzi SpA (e magari pure la controllante Italcementi)?
Cioè Pesenti, uno dei nomi classici del capitalismo all’italiana?
Da “nordico”, e da persona che ha lavorato per una decina d’anni proprio in quel settore, mi è sempre parsa molto “pelosa” la smania di pulizia così sbandierata ai 4 venti: in pratica mi è sempre parso molto comodo sparare dichiarazioni draconiane quando i possibili bersagli di certe iniziative
erano gli industriali locali.
Ora si è presa l’industria numero 1 del settore, nata e sviluppatasi grazie a quel “falco”, manager di gran razza, che fu Lorenzo Panzavolta, uomo della scuderia del mitico Ferruzzi. Il cui impero,
costruito a suon di sudore (e tanto silenzio) gli permise di diventare una sorta di Re del Grano (mondiale): era lui il più gran movimentatore di granaglie mondiale.
Suoi, erano i molti dei sili per granaglie in tanti porti intorno al mondo... fin sul Mississippi/Missouri, ben dentro agli USA...
Il che, alla luce di certe sue affermazioni in merito a chi siano i “padroni” del grano nel mondo, potrebbe anche mettere sotto una luce diversa
l’infausta fine che fece quel conglomerato economico (senza considerare il fastidio che lo sviluppo di plastiche a partire dagli amidi di mais, sfruttabile attraverso gli impianti Enimont, diede certamente ai petrolieri).
Sic transit gloria mundi?
La saluto e la ringrazio per il suo lavoro.
Federico B.
La “lotta alla mafia” è un mestiere molto popolare e molto apprezzato, e politicamente redditizio.
Come la “lotta all’evasione fiscale”.
Maurizio Blondet
12/02/2008
12.40
Imminente bagno di sangue a Gaza
02.11.08 -
Olmert seeks Germany's support for Gaza operation
PM meets Merkel in Berlin as part of Israel's diplomatic efforts to garner international
support for wide-scale military operation in Strip, reiterates claim that no sovereign
nation would allow attacks on its civilian population without retaliation.
Iran also
discussed
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3505620,00.html
-----------------
There can be hardly any doubt that it a matter of days till Israel will launch a
wide-scale military operation in Gaza strip. That Olmert seeks now Germany's support for
this step (http:// www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3505620,00.html)
means that he has already the US consent and now he has to get through Germany also the
EU backing.
I'm convinced that the attack will start with a massive bombing from the air, sea and
land. This will cause a mass flight of hundreds of thousands of Palestinians to Egypt.
The Israeli daily Ma'ariv disclosed on Friday that Israel had known in advance that
Hamas planed to destroy the walls on the Egyptian border. Still nothing was done to
prevent it, as it was decided that it ,,is good for the Jews", writes Ma'ariv.
Ma'ariv claims that the intention was allegedly to make Egypt to take over Gaza. But
this is not very convincing as it was clear that Egypt will not take over Gaza
voluntarily. On the other hand already in December 2005 the Israeli journalist Yigal
Laviv wrote that there is a plan to ,,transfer" the Palestinians to North Sinai. Once
this will be imposed on Egypt through the Israeli bombing, backed by the US and the EU,
it is not very likely that Hosni Mubarak will really resist. Thus the destroyed walls on
the Egyptian border will serve the plan to get rid of the Palestinians from this area.
Because the Israeli leadership has no intention to control directly the Gazans.
According to Yedioth Ahronot's military expert Ron Ben-Yishai, there is already a green
light for the operation and among other things there is a scenario of a massive Hamas
counter bombing, which might go for two weeks and it is also possible that Hizballah and
Syria will shoot rockets at in Israel in order to support the Palestinians.
Now is obviously the last minute to launch actions in order to prevent this catastrophe
from happening.
One way is to try to convince also the Israeli inhabitants of the region around Gaza
that the military action is not in their interests. This was proven clearly during the
Lebanon war of 2006 as all the population of northern Israel suffered for many weeks. If
Hamas and/or Hizballah will e.g. hit the Israeli electricity plants the whole country
will be darkened.
Politics is too serious matter and cannot be left to politicians and generals. It is
time that Israeli and Palestinians will march together in large number towards the walls
of Gaza and demonstrate their desire for just peace.
Even some few Israeli soldiers or insiders of the system can prevent the deadly
escalation if they'll use the possibilities offered by the modern computer technology
and prevent war crimes, as the Israeli military law actually obliges. They can prevent
the bombing (see the call upon Israeli soldiers here - http://www.arendt-art.de/deutsch/
palestina/texte/ aufruf_israelische_soldaten_kriegsverbrechen_stoppen.htm -this call
should be made public as its publication aloe might have a deterring effect upon the
Israeli leadership).
Shraga Elam
Israeli journalist, winner of the Australian Golden Walkley Award for excellent
journalism 2004
Zurich/Switzerland
12/02/2008
12.00
Papa cambia la preghiera del Venerdì Santo per
gli ebrei
Caro Direttore,
La prego, se può e se ne ha il tempo, di commentare quanto accaduto.
www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/
Sentitamente
Claudio
Sono un po' stanco di commentare, sono anni che lo faccio.
Ci penserà Dio.
Maurizio Blondet
12/02/2008
11.00
Kantor, temo una notte dei cristalli
Notte di cristalli contro chi?
M. M.
Presidente congresso ebraico europeo cita episodi italiani
(ANSA) - ROMA, 10 FEB - 'All'orizzonte vedo la possibilita' di una seconda Notte dei Cristalli'.Lo ha detto il presidente del Congresso europeo ebraico Moshe Kantor. Kantor si e' riferito anche all'Italia con il tentato boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, 'rea' di avere come ospite d'onore lo Stato di Israele, e alla comparsa su Internet di una 'black list' di professori ebrei. Una notte del 1938 i nazisti scatenarono un pogrom contro gli ebrei in Germania assaltando anche migliaia di negozi.
La notte dei cristalli la stanno preparando loro, contro i siti internet che dicono la verità.
Maurizio Blondet
12/02/2008
10.00
Una proposta
Egr. Dott. Blondet,
lei meglio di me starà vedendo l’evolversi della situazione politica ed
economica, italiana ed internazionale.
In particolare per il nostro paese la
via del declino, morale ed economico, sembra irrimediabile.
Altro discorso è
da farsi per quanto riguarda gli Stati Uniti.
L’esempio di Ron Paul dimostra
come la consapevolezza, a piccoli passi, sta prendendo piede, la voglia di
lottare per migliorare il proprio paese dopo anni di apatia pare
rinvigorirsi, anche se non sempre incanalandosi nella giusta direzione.
Il
programma di Ron Paul è un programma totale, tocca i tanti campi dell’agire
statale e le varie tematiche che stanno a cuore al popolo americano.
In
Italia, come Le avevo già scritto, sarebbe inattuabile e totalmente
incomprensibile all’italiano medio.
Eppure esiste un punto, uno solo, che a mio giudizio costituisce il fulcro
di tutta la Ron Paul Revolution, la questione fiscale.
Perché?
Perché
l’invasività del potere statale, l’apparato burocratico pubblico, gli
sprechi, i privilegi, le guerre stesse altro non sono che la conseguenza
delle entrate dello Stato, dell’ingente flusso di denaro che dai
contribuenti passa a disposizione delle elites di Washington.
E per l’Italia
la situazione appare ancora peggiore. Gli sprechi e l’inefficienza della
Casta sono sotto gli occhi di tutti. Le aliquote punitive stanno
strangolando l’intero sistema economico privato della nostra nazione, ad
eccezione delle multinazionali, favorite dalle generose aliquote permesse
dai paradisi fiscali.
E sempre più paesi stanno, anche nella prospettiva
dell’imminente crisi economica, considerando l’introduzione della flat-tax.
Sapeva che la Russia applica dal 2001 una flat-tax del 13%?
E molto simile è
la situazione per l’intero Est europeo, e di certo ne è uno dei motivi
dell’attuale boom economico.
Negli Stati Uniti, Paul ma anche Huckabee si
battono per la flat-tax.
In Italia, purtroppo soltanto Capezzone. E contro
la pressione fiscale è ormai rimasta a gridare (ma soltanto gridare)
soltanto la Lega.
Tutte le grandi rivoluzioni sono nate per questioni
fiscali, gli Stati Uniti ne sono l’esempio più lampante.
Una flat-tax che
legasse le spese dello stato alle entrate, portando quindi allo
smantellamento del sistema statale così come lo conosciamo oggi, potrebbe
essere l’unica speranza di resurrezione per il nostro paese.
So che tante persone le hanno chiesto di elaborare un programma, un progetto
per l’Italia.
E che Lei, considerandosi giornalista e non politico, vi ha
declinato.
Negli ultimi anni la società civile italiana ha fatto infatti
fatica (per usare un eufemismo) a riuscire a esprimere una classe politica
capace di portare a termine le richieste che le pervenivano.
L’unico
strumento con cui gli italiani hanno mostrato la propria volontà pare essere
il referendum, e le raccolte firme necessarie per indirlo.
Si potrebbe
iniziare a lanciare quest’idea sul suo giornale online, a contattare persone
che potrebbero appoggiare l’idea, a iniziare a creare una base, anche se
eterogenea, accomunata dall’obiettivo comune.
Il web, come ha dimostrato Ron
Paul, può creare una base molto più di quanto si creda.
I tempi potrebbero
essere maturi perché l’Italia recepisca una proposta di questo tipo,
specialmente il Nord.
Mi piacerebbe poter approfondire un discorso di questo
tipo con Lei, di modo da poter discutere se realmente qualcosa del genere
possa essere tentato.
Capire se si possa creare una convergenza con blog,
forum, siti, personalità politiche anche eterogenee, ma accomunate da un
obiettivo, unico, semplice e condiviso.
Non le chiedo di essere Lei il
simbolo di questa proposta, né l’organizzatore.
Ma con la crisi alle porte,
questa potrebbe essere la chiave per quel cambiamento dell’Italia che tutti
auspichiamo.
Le chiedo soltanto, appena troverà il tempo per rispondermi, la
sua opinione.
Nel ringraziarLa per quanto mi ha dato con i suoi articoli, Le porgo i miei
saluti.
G. Di Giulio
12/02/2008
09.00
La consueta monnezza...
Caro Blondet,
vedo che il lettore Stefano chiama in ballo la mia lettera su immondizia e
“comunità di destino”, nonché la sua risposta alla suddetta lettera, che
egli giudica scritta “tra il seccato e il frettoloso”.
Lei replica di non
essersi dimostrato né seccato né frettoloso, ma che “sentire, per l'ennesima
volta, le solite solfe sul Nord sfruttatore da un
Sud che sta affogando
nella sua rumenta” non le pare la cura giusta.
Peccato, perché a me non sembra di aver posto la questione in questi
termini, effettivamente alquanto “sbrigativi” e liquidatori.
Ma non intendo
tornare sull’argomento, perché noto che lei risponde “ab irato”; e d’altra
parte anch’io ne ho abbastanza di discettare sulla spazzatura.
Solo un paio di precisazioni.
Quanto all’esortazione di rimboccarsi le maniche e “spalare” il pattume,
l’immondizia non è la neve che si “spala”, si sposta al margine delle strade
e si scioglie da sé.
Dovremmo uscire di casa armati di badile e “spalarla”
per portarla dove?
Immagino già l’obiezione: “Ma i suoi concittadini non
vogliono gli inceneritori…”, eccetera eccetera.
Non rappresento i miei conterranei e non posso parlare per i loro, ma credo
che essi - almeno per la gran parte - non sarebbero ostili in linea di
principio agli impianti di smaltimento.
Io, almeno, non lo sono: ritengo che
delle installazioni opportunamente messe in sicurezza e lontane dalle aree
urbane potrebbero recare solo benefici.
Negare questo per partito preso è
una posizione irrazionale, da fanatici ecologisti.
Quello che contesto è specificamente la scelta infelice di contrada Pisani a
Pianura. Lo ripeto: qui ci troviamo in pieno centro abitato, letteralmente
sotto le finestre delle case e delle scuole.
Si tratta di uno sversatoio in
cui - nei decenni - sono state depositate scorie di ogni genere, provenienti
non solo dal Nord, ma da tutti i punti cardinali e da tutta Europa, e che
oggi si vorrebbe riutilizzare come collettore di immondizia, diciamo così,
“ordinaria”.
Ecco perché ho sentito di poter riconoscere qualche ragione ai “rivoltosi”
di Pianura, eccezion fatta per gli aggressori degli autisti del 118 e i
distruttori di autobus. Sono questi ultimi, peraltro, a “fare notizia” e ad
andare sui telegiornali: non certo gli inermi cittadini che negli anni, a
costo di scontrarsi personalmente con il malaffare camorristico, hanno
presentato esposti alla magistratura denunciando quanto stava accadendo nel
quartiere, naturalmente senza essere degnati di risposta.
Mi stupisco che
non lo capisca chi, come lei, è abituato quotidianamente a cercare la verità
dei fatti oltre le menzogne dell’informazione “ufficiale”.
Ed ecco anche perché nella mia lettera non avevo fatto “distinzioni” tra
vari tipi di pattume: continuo a pensare che il dilemma dei rifiuti non si
limiti alla questione - sicuramente gravissima - dell'accumulo dei
sacchetti, e che - se l’emergenza è certamente “campana” - il problema non
si risolve esclusivamente in sede locale.
Tutto qui.
Quale “solfa”, mi scusi, Blondet?
Ho forse tirato in ballo Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele, l’annessione
forzata e le infauste truppe di Cialdini? Boh?
Ma de hoc satis.
Cordialità.
Lorenzo Terzi
Napoli
12/02/2008
08.30
L'unica democrazia del medio-oriente
*Israele: si' adozioni a coppie gay*
L'unico criterio e' l'interesse del bambino
(ANSA) - GERUSALEMME, 10 FEB - Israele ha formalmente riconosciuto il
diritto all'adozione da parte di coppie gay e lesbiche.Il consigliere
giuridico del governo Menahem Mazouz ha annunciato che lo Stato in futuro
non si opporra' a queste adozioni.'L'unico criterio e' l'interesse del
bambino' tenendo conto delle possibilita' e delle capacita' della famiglia
adottiva,ha aggiunto Mazouz che ha disposto che queste adozioni vengano
trattate come quelle per le coppie eterosessuali.
Distinti saluti,
Giulio P.
11/02/2008
19.45
Introvigne il crociato
Gentile direttore,
le scrivo solo per aggiungere un tassello in più alle nefandezze cui siamo costretti ad assistere.
Due notti fa tornavo dal lavoro e per ammazzare il tempo ho acceso la radio.
Di stazione in stazione mi ritrovo all’ascolto di un monologo che parlava dell’importanza del
monachesimo e di come esso abbia contribuito a salvaguardare la cultura occidentale-romana da una pericolosa caduta nel vuoto, favorendo la presa di coscienza di quest’entità assolutamente non geografica ma culturale chiamata Europa.
D’accordissimo con le parole del sapiente fino a quando collega la situazione medievale con quella che attualmente sta attraversando l’Europa, preda del terrorismo fondamentalista dell’Islam.
Non conoscevo le teorie di Massimo Introvigne, autore di questa pericolosissima disinformazione e più volte citato nel programma in questione, ma sapevo che apparteneva alla cerchia dei personaggi vuoti che lavorano duramente per Israele.
Il messaggio è molto pericoloso perchè si colloca, come sogliono fare costoro, all’ingresso del mondo dell'informazione e della cultura.
In parole povere, chi è dotato di poca cultura e vuole affacciarsi nel mondo per cercare di capire come vanno le cose, si ritrova una pletora di personaggi che spacciano le loro teorie come buone, quando invece sono veri e propri mezzi di propaganda, difficilmente disinnescabili se non da parte di chi è intenzionato a perdere molto tempo per approfondire e sentire le più svariate campane.
Non le ho ancora detto quale radio si permetteva di spacciare queste cose: ebbene, mio malgrado, trattavasi di Radio Maria!
Contrariamente a Introvigne io mi domando come sia possibile che i princìpi tante volte sbandierati in Europa (ma forse quasi mai applicati) vengano difesi proprio dall’Islam?
Peggio, dai reietti dell’Islam.
Non è infatti l’Iran, l'unico Paese che si scaglia contro la deriva fondamentalista del sionismo?
Rino A.
Introvigne lo conosciamo.
Mi spiace più per Radio Maria, che è diventata un “culto” messianico.
Maurizio Blondet
11/02/2008
18.30
Cameo
Caro Maurizio,
volevo segnalarle che nel romanzo di Valter Binaghi “I 3 giorni all’Inferno di Enrico Bonetti cronista padano” (Sironi editore) è presente un suo simpatico “cameo” (non esplicitamente accreditato, ma riconoscibilissimo) in veste di conferenziere.
Il libro è molto interessante ed è un insolito tentativo di confezionare un thriller religioso in una prospettiva che non sia la solita solfa gnostica, e che presenta molti degli argomenti di cui si
occupa il vostro sito.
Non a caso l’autore cita lei ed EFFEDIEFFE tra le fonti di ispirazione.
Cordiali saluti,
Fabrizio U.
Grazie a Binaghi.
Maurizio Blondet
11/02/2008
Dibattito sulla Costituente
L’articolo di Blondet su un’ipotesi di Costituente per risolvere i problemi del nostro Paese ha suscitato un vasto dibattito sul nostro sito; riportiamo una raccolta di lettere con e senza risposta del direttore.
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Costituente
Egregio Direttore,
Per chi legge i Suoi articoli e le Sue analisi, Lei è un grande libro aperto.
Se tutti i cittadini potessero sapere quello che Lei scrive, in particolare sulla politica e l’economia, avrebbe una schiacciante percentuale di elettori schierati con Lei, con assoluta convinzione (che è
l’aspetto più importante).
Se questa fosse solo l’opinione di un lettore come me, avrebbe scarso valore.
Ma non è così.
Le prove, per me, non vengono soltanto dalle continue testimonianze dei Suoi lettori: per me vengono anche dai giudizi diretti di stimate persone di mia conoscenza.
Potrei dire del mio parroco, del suo entusiasmo dopo aver letto il Suo articolo “Contro
Visco, preghiamo Sant’ Antonio” e molti altri giudizi ancora...
Lei non è di quelli che cambiano il loro modo di pensare e di agire in base all’aria che tira e alle pressioni esterne: se così fosse, si sarebbe adeguato da quel dì.
Sotto sotto, anche se non lo potevamo pretendere, stavamo aspettando qualche
buona nuova da Lei, l’indicazione di qualche praticabile percorso per intaccare e, se possibile, spazzare via in modo incruento, questa situazione incancrenita.
Non si fermi.
Sarà circondato da un esercito, me compreso.
Come sempre, i miei più cordiali saluti.
Silvano P.
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Idea geniale
Egregio direttore,
Lei ha “buttato in fretta” delle parole di una lucidità adamantina.
Occorre un movimento costituente e solo Grillo oggi lo può lanciare.
Siamo al paradosso, ma la storia è tutta un paradosso.
Un comico può rovesciare con una rivoluzione morbida e costituente la casta melmosa
che soffoca l’Italia.
L’uomo sarà all’altezza della situazione?
Non ci serve nessun leader, nessun duce.
Ci serve uno che convochi le vere elezioni.
Si aprirebbe il campo per gli onesti: intellettuali, tecnici, professionisti potrebbero rifondare lo Stato.
Preghiamo perché questo avvenga.
Deve essere fatto prima del 13 aprile.
Il 6 aprile bisogna portare a votare milioni di persone per la costituente.
Si può fare.
Bisogna essere in 10 milioni almeno.
Si può fare.
E’ il chairos: bisogna coglierlo, se no, è la fine.
L’uomo saprà cogliere il chairòs?
Alessandro S.
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Due legislature
Chi sta al governo a lungo sviluppa esperienza.
Il re ci sta tutta la vita ed evita licenze in un futuro dannose per il figlio successore.
Se al vertice sono a contratto in conseguenza alla base diventeranno tutti a contratto.
Se al vertice durano anche alla base dureranno.
Tentacoli, uncini, ventose?
Chi le ha, Prodi?
Marini?
Mastella?
Pure Giorgio Napoletano ha le ventose, gli uncini, i tentacoli grappi?
Vito P.
Continuo ad essere d’accordo con Grillo.
Due legislature, magari tre, bastano.
La prima per acquistare esperienza.
Maurizio Blondet
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Costituente
Le invio questa e-mail per consegnarLe un GRANDISSIMO GRAZIE.
Ho sempre avuto il sospetto di avere un rapporto telepatico con Lei, ma nel leggere il Suo ultimo articolo il sospetto è svanito ed è diventato certezza.
Cordiali saluti.
Ferruccio G.
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Gentile Maurizio Blondet,
ho letto il suo articolo in merito ad una “nuova costituente”.
Attendo come cittadino italiano la piena attuazione della costituzione italiana che viene continuamente bistrattata (soprattutto in forza delle spinte sovranazionali liberticide e antidemocratiche).
La costituzione italiana fu un compromesso splendido che prese il meglio dalle varie tradizioni politiche e culturali italiane (cattolicesimo, liberismo massonico, socialismo, comunismo).
Se la Costituzione attuale è “bistrattata”, è perché manca un articolo che vieti il bistrattamento.
La nuova costituente dovrà provvedere anche a questo.
Non sono interessato come cittadino italiano ad una “nuova costituente”.
Purtroppo è dalla P2 di Licio Gelli che si sente parlare di “nuova costituente”... gli obiettivi più o meno limpidi li conosciamo tutti.
Lei no, altri sì.
Un’assemblea costituente è eletta a suffragio universale diretto.
Ciò elimina i poco limpidi giochi alla Gelli.
Che cosa c’entra quindi Gelli?
L’Italia non ha bisogno di un presidente che elegga uomini al di fuori da movimenti,correnti di pensiero... i famosi “tecnici”...
Lei stesso denigrava in molti suoi articoli i “tecnici” (da Draghi servo Goldman Sachs a Ciampi laureato in lettere)
Forse non è chiaro il senso della mia proposta.
I tecnici sotto il premier sarebbero il contrario del “governo dei tecnici” surrettizio, antidemocratico e anti-costituzionale, che oggi è diventato la regola: perché ci sarebbe un responsabile politico, eleggibile e bocciabile dal voto, a guidarli, a sceglierli, a cambiarli.
E poi, in ogni caso, questa mia è solo una proposta: gli altri (300? 200?) membri della costituente ne proporrebbero altre, magari migliori.
L’Italia ha bisogno di riappropriarsi di una visione comune, d’insieme... non settaria... non particolare... la società è totalmente atomizzata e in mano a “corpi intermedi” (massonerie varie... gruppi cattocristiani)... gli onesti e quelli che muovono veramente questo Paese non ne possono più degli incappucciati di nero, nè tanto meno di ridicoli uomini (uomini?... un uomo che non sa amare una donna non è un uomo libero... non è un uomo) con vesti talari.
La società è atomizzata perché l’Italia è morta dall’8 settembre 1943, e l’“atomizzazione” odierna è la conseguenza: i vermi che pullulano sul cadavere.
In ogni caso, la Costituente avrebbe il potere di regolare a nuovo i rapporti tra Stato e Chiesa.
Non c’è bisogno nè di una nuova costituente... nè di un uomo forte come presidente.
Allora si tenga Mastella.
E’ lui, e i tipi come lui, che finiscono per condizionare la pseudo-politica italiota.
C’è bisogno di ripristinare i valori minimi di senso civico e RES PUBLICA... c’è bisogno di dare dei calci nel culo alle nuove generazioni di ragazzini con playstation e ipod e mandarli a studiare a scuola... e bocciarli quando si deve... perchè l’Italia ha bisogno anche di lavori manuali (basta con lo schiavismo degli extracomunitari).
La Costituente dovrà stabilire che Italia vogliamo.
Anche rispetto ai giovani.
Maurizio Blondet
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Costituente e Veltroni perito cinematografico
Veltroni pensi al suo partito senza anima che scimmiotta gli americanismi di moda (da “i care” a “yes we can”... questa è la subcultura di un perito cinematografico quale è Veltroni) non ad una “costituente”.
Veltroni lo vedrei bene come docente (raccomandato) ordinario del DAMS (discipline artistiche della musica e dello spettacolo) a tenere un corso monografico su “Tex Willer” o “Betty Boop”.
Mi scusi la lettera di sfogo.
Cordiali saluti
Roberto C.
Un perito tecnico o cinematografico potrà partecipare alla Costituente, come ogni altro cittadino che venga votato da un numero sufficiente di elettori.
Veltroni, se vorrà candidarsi, dovrà rinunciare a fare politica, tornare a vita privata, o per sempre o almeno per cinque o dieci anni
(il periodo di incompatibilità lo stabiliranno i costituenti).
Io credo che non lo farà...
Maurizio Blondet
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Firme per la Costituente
Carissimo Blondet ,
28 Novembre 2007 inviato a Società Aperta un mio appello al Presidente affinchè si apra subito un'Assemblea Costituente.
E’ già dal 2006 che stiamo raccogliendo le firme.
Personalmente la ringrazio per l’articolo e per le sue idee che, se il progetto dovesse concretizzarsi, saranno sicuramente migliorative.
Cordialità
Giorgio F.
Ci faccia sapere qualcosa di più sulla sua iniziativa.
Maurizio Blondet
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Costituente no
Egregio Direttore,
sono un frequentatore molto assiduo del sito da lei diretto, poiché ne apprezzo e ne condivido quasi integralmente i contenuti.
Mi permetto, tuttavia, per una volta, di rubarLe qualche attimo di tempo per esprimerLe il mio dissenso in merito al Suo giudizio sulla costituzione italiana.
Premettendo la mia ignoranza in materia, ritengo che la carta costituzionale rappresenti ancora oggi un’ottima “ossatura” per una repubblica democratica.
La sua bontà (mi piace pensare), proviene anche dal momento storico in cui fu redatta.
L’essere umano europeo usciva dagli orrori della guerra, ben consapevole delle cause che l’avevano creata.
Pertanto, sono portato a credere che i nostri costituenti fecero davvero il possibile, per evitare il ripetersi delle concentrazioni di potere in poche mani.
Come ho detto, oggi il pericolo non è il ritorno del fascismo (fenomeno irripetibile)… ma l’oppressione che la Casta esercita sulla società.
L’uguaglianza sostanziale tra i cittadini, lo Stato di diritto, la divisione dei poteri, i diritti fondamentali alla vita, alla salute, all’istruzione, al lavoro, etc.
In altre parole, carissimo Direttore, ho la sensazione che la nostra Costituzione rappresenti ancora un alto grado di evoluzione giuridica contemporanea.
Nessuna assemblea costituente ci priverebbe di questi diritti; a meno che l’intero popolo italiano non voti come costituenti dei fanatici pazzi totalitari nemici dell’uomo… è reponsabilità nostra, di cittadini, votare persone decenti.
Il suo parere, che la Costituzione vada bene così com’è, sarebbe certamente rappresentato nella Costituente: un parere fra gli altri, che dovrà poi esporsi al voto.
Se la maggioranza dei costituenti adotterà quel parere, la Costituzione resterà tale e quale (io spero di no).
A mio avviso, però, oltre a non aver mai trovato sufficiente applicazione, è stata progressivamente e dolosamente “aggirata” da decenni di legislazione parlamentare scellerata, subordinata a tutto, meno che alla Costituzione stessa ed all’interesse della res publica.
Quindi, personalmente, quando qualcuno sostiene che la Costituzione vada cambiata perché vecchia, temo sia un falso pretesto per togliere definitivamente l’ultima potenziale difesa a noi cittadini.
Oggi esiste quello che Cossiga chiama (il malefico) “costituzione materiale”, che si applica di fatto sotto la costituzione scritta, fra il lusco e il brusco.
E qual è l’entità che si è data una “costituzione materiale” che nega e falsa i principi della costituzione vigente?
La Casta, intesa nel senso più ampio (magistratura, “tecnocrati”, politici di professione, manager statali a contratto “privato”, eccetera), ciascuna cosca ha fatto il suo piccolo colpetto di Stato, appropriandosi un po’ più dei poteri assegnati dalla costituzione, e di fatto scardinandone la cornice.
Per questo ci vuole una nuova costituente che rialzi i paletti di confine.
Fra i tre ordini: specie fra magistratura (non eletta) e i politici (eletti).
Senza essere blasfemo e pur riconoscendone i limiti (ne avrà per forza, come tutte le umane cose!), la sensazione che mi provocano le critiche ad essa dirette, assomiglia a quella che mi provocano le critiche di vetustà e/o falsità rivolte al messaggio di Cristo.
Scusi, il suo è tipico fondamentalismo cattolicoide, dossettiano.
Lei sta confondendo la Costituzione con Cristo, che è pure idolatria.
La Costituzione non è il Verbo calato dal cielo (come predica Oscar Luigi Scalfaro, il più golpista dei presidenti), è un manufatto umano, che può essere cambiato e corretto, e sottoposto al giudizio umano.
E’, dunque, con la massima stima ed umiltà, Egregio Direttore, che mi permetto di invitarLa a verificare e/o riconsiderare il Suo punto di vista sulla nostra Costituzione.
Se avrà motivo, tempo e voglia di farlo, sono sicuro che non mancherà, in futuro, di farcelo sapere attraverso i Suoi articoli pubblicati nel sito.
In caso contrario, nessun problema.
Forse, un domani, sarò io a condividere (anche qui!!!) la Sua idea.
RingraziandoLa vivamente per la Sua preziosissima attività, La saluto cordialmente.
Giacomo M.
Sono io che la ringrazio, anche se non approvo la sua posizione.
E’ questo lo spirito Costituente: ciascuno porti il suo contributo, sarà discusso, esaminato, accettato o respinto.
Apertamente in pubblico dibattito fra i costituenti che avremo eletto, non dietro le quinte.
Maurizio Blondet
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Beppe Grillo costituente spero di no
Buona sera Direttore,
esprimo tutta la mia simpatia, ammirazione e rispetto per il suo coraggio, la sua volontà, la sua cultura, la sua forza nel levare la voce che illumina giornalmente questa italia (il minuscolo è voluto, perchè di maiuscolo alla guida di questa colonia, non mi riesce di vedere nessuno).
Tornando all’oggetto di questa e-mail, premetto che Beppe Grillo non mi è mai piaciuto molto, benchè porti alla ribalta notizie molto interessanti, la sua mira è solo puntata verso i politici, le sarei immensamente grato, (è la prima volta che scrivo ad un giornale, nonostante io segua internet dai suoi albori,) se volesse fare un’analisi sulle informazioni sul controllo di Beppe Grillo.
In effetti Grillo potrebbe essere un buon termometro per i poteri Veri.
Colgo l’occasione per ringraziarla del suo lavoro, per la possibilità che dà alle persone come me di poter almeno immaginare, nonostante tutto, un futuro migliore.
Cordialmente
Nicolò
Conosco il testo che mi propone: Beppe Grillo, sostiene, è forse manovrato da un’oscura lobby gnostica.
D’accordo.
Ma nell’assemblea costituente mica sarebbe eletto solo lui: ci sarebbero altri 200-300 membri votati da altri italiani anti-Grillo.
E anche i 300 altri eletti potrebbero essere gnostici, massoni, marpioni...
E’ un rischio da correre.
E’ un rischio la cui responsabilità cade su noi cittadini-elettori dei costituenti: se eleggiamo delle càccole, è perché siamo caccole e vogliamo una legge degna di caccole. Vuol dire che ce la saremo meritata. Se ho pensato a Grillo, è perché lui ha in questo momento una forza reale - una parte della cittadinanza che è in grado di convocare - i mezzi (economici) per un’iniziativa di un certo respiro, e un tipo di idee “costituenti”.
Magari anch’io preferirei che ci fosse l’Arcangelo Michele al suo posto, ma è Grillo quello che abbiamo.
Si gioca con le carte che si hanno in mano.
Maurizio Blondet
11/02/2008
12.00
L’eroe della resistenza